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La creatività nella pittura ad acquerello: interpretazione e rappresentazione.

di Angelo Zizzari




La pittura ad acquerello è una forma di espressione unica nel suo genere.

Se il fine ultimo delle arti visive è quello di rappresentare la realtà, così come essa ci appare, allora l'acquerello permette di raggiungere livelli elevatissimi di realismo e di identificazione del dipinto con l'ambiente fisico circostante.

L'acqua è l'elemento centrale.

I colori possono essere diluiti nell'acqua. Più sono diluiti più sono diffusi sulla superficie della tela. Più sono concentrati più hanno contorni ben definiti sulla tela.

La tela a sua volta assorbe lievemente l'acqua e il colore in tempi brevi. Più il tempo passa più il colore si lega in profondità alla tela. Più il tempo passa più il colore diviene via via indelebile. L'acqua permette inoltre ai colori di mescolarsi rapidamente. Sulla tavolozza possono essere create immediatamente le sfumature di colore più varie, semplicemente mescolando i colori primari, oppure mescolando più tinte, o ancora aggiungendo quantità di nero o bianco per creare effetti chiaro-scuro.

I colori possono essere mescolati anche direttamente sulla tela, ottenendo degli effetti notevolmente realistici, come un cielo con nuvole, la superficie del mare oppure le sfumature di un viso, di una frutta, di fiori, o vegetazione. L'acqua poi può essere rimossa semplicemente utilizzando una carta assorbente, creando quindi effetti sempre più diffusi e realistici, come ad esempio nebbia, spruzzi delle onde sul mare o oggetti appena percettibili in lontananza.

Nell'acquerello è buona norma non usare mai il nero. Perchè ? Perchè se guardiamo bene il nero perfetto non esiste in natura. Si tratta sempre di sfumature di colore. Un'ombra su un prato non è nera, ma verde scuro. Un'ombra sul mare è blu scuro. E così via.

Dipingere ci aiuta anche a riconoscere meglio la realtà e a comprendere meglio le leggi fisiche.

Nell'atmosfera è presente vapor acqueo, più lontano si trova un oggetto e maggiore è lo strato di vapor acqueo tra noi e quell'oggetto. Quale modo migliore quindi di diluire il colore nell'acqua per rappresentare un oggetto immerso in una quantità di vapor acqueo? E' la realtà che è fatta così.

Gli oggetti possono avere poi i contorni più o meno diffusi a seconda del fatto che siano messi a fuoco oppure siano osservati distrattamente sullo sfondo, e questo indipendentemente dalla loro distanza. Gli oggetti più delineati, più a fuoco sono quelli su cui è concentrata l'attenzione, mentre quelli secondari sono quelli più diffusi, più sfocati.

Nella teoria dell'elaborazione delle immagini, la maggiore o minore diffusione si ottiene applicando una formula matematica di convoluzione con una funzione. Questa funzione può rappresentare bene il fenomeno della diffusione dei contorni degli oggetti.

Diluire i colori nell'acqua rappresenta una buona approssimazione del fenomeno di diffusione degli oggetti secondari, che normalmente l'osservatore vede sfocati.

E' buona norma in un intorno di un punto non utilizzare più di tre sfumature e/o colori differenti. Questo deriva dall'osservazione della realtà, difficilmente nel mondo intorno a noi vediamo caleidoscopi di colori localizzati nei singoli dettagli (a meno di non aver alzato il gomito). Le foglie degli alberi possono essere ben rappresentate da tre sfumature di colore, così come ad esempio le chiome di capelli delle persone.

C'è molto bianco intorno. Ogni singolo oggetto può essere ben rappresentato lasciando ampi spazi di bianco, che sono i punti di massima intensità di luce che colpiscono l'osservatore. Un tramonto sul mare in controluce deve contenere ampie aree con il bianco, più aree bianche ci sono, più riflessi ci sono, più il dipinto è realistico.



La scena rappresentata deve essere un buon compromesso tra definizione dei singoli dettagli e riempimento omogeneo delle aree macroscopiche. Molti artisti individuano delle tecniche per fare emergere automaticamente gli schemi, che rappresentano ad esempio una schiera di edifici sullo sfondo, un bosco, un paesaggio montano o la superficie di onde sul mare.

Una buona norma è quella di individuare tre livelli di dettagli, con il pennello grande si disegnano gli sfondi maggiormente diffusi, con quello medio i dettagli non definiti, e con quello piccolo i dettagli delineati con maggiore precisione.

La luce in genere proviene da un'unica direzione e gli oggetti sono illuminati su un lato e in ombra sull'altro. Gli oggetti riflettono la luce ciascuno a modo proprio. Tutti gli oggetti sono inquadrati secondo le regole della prospettiva: oggetti vicini più grandi e oggetti lontani più piccoli.

La realtà visiva percepita è tutto questo: un equilibrio di sfumature di colori mescolati, variamente diluiti nell'acqua, con oggetti presenti ed altri mancanti, luci, ombre e riflessi, pieni e vuoti, spazio, forme e strutture, aree schematiche e aree omogenee.

E oltre a tutto questo, oltre alla rappresentazione del mondo con le sue leggi fisiche, c'è il rapporto dell'osservatore con il mondo fisico e i suoi meccanismi interni psicologici. Dall'osservazione si passa all'interpretazione fino ad arrivare alla percezione.

Chi dipinge vede la realtà, la interpreta e la rappresenta, sulla base dell'esperienza, del talento e delle emozioni, prima in sé, nel suo rapporto con sé stesso e con il mondo, e poi fuori di sé nel dipinto.

Chi osserva un dipinto vede un'immagine, la interpreta, la percepisce e la riconosce, sulla base dell'esperienza e delle emozioni, prima fuori di sé nel dipinto e poi dentro di sé, nel suo rapporto con sé stesso e con il mondo.

Per questo motivo un buon disegno ad acquerello deve avere ampie aree di indeterminazione lasciate all'immaginazione e all'interpretazione dell'osservatore. Un buon dipinto deve avere un ponderato equilibrio tra rappresentazione della realtà e spazio lasciato all'immaginazione.

Tutto questo non è soltanto Arte, è anche Scienza.

(28 Marzo 2016)

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La creatività nella pittura ad acquerello: interpretazione e rappresentazione.

di Angelo Zizzari



 

 
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