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Università di Berkeley, crocevia di innovazione.

di Angelo Zizzari





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Quello che caratterizza la Silicon Valley rispetto ad altri centri di innovazione mondiale è soprattutto il cosiddetto “ecosistema”. Per ecosistema si intende quel complesso di entità che operano nel tessuto sociale, industriale ed economico in modo sinergico ed integrato per andare a costituire un terreno fertile alla nascita e allo sviluppo dell'innovazione.

E sì, perchè per innovare non basta semplicemente avere una buona idea o aver realizzato un nuovo prodotto. E' necessario che si mettano in moto una catena di eventi che portino poi alla realizzazione pratica e all'utilizzo concreto e diffuso di quell'idea o di quel prodotto.

C'è chi distingue tra invenzione ed innovazione. L'invenzione introduce principi radicalmente nuovi, sia che sia generata all'interno delle Università, dei centri di ricerca pubblici o privati, o che provenga dall'intuizione di un team o da una persona singola. Mentre l'innovazione è legata necessariamente ad un processo industriale o commerciale.

Esistono innumerevoli esempi di ottime invenzioni che non sono state tradotte in innovazioni, o di invenzioni che siano state generate da alcuni e siano state attuate successivamente da altri. E' il caso ad esempio della famosa interfaccia utente di tipo Windows, utilizzata da Apple e Microsoft, che in realtà era stata creata e sviluppata nel centro di ricerche Xerox di Palo Alto degli anni '70.

In realtà per fare innovazione occorre che la creatività sia in qualche modo incanalata in progetti imprenditoriali, che siano solidi dal punto di vista economico, produttivo, etc., che siano interessanti, ovvero in grado di attrarre l'attenzione di clienti, finanziatori e partner, e che si presentino al posto giusto nel momento giusto, valutando quindi se il mondo sia davvero “pronto” per quell'innovazione.

Non basta quindi che nella creatività ci sia talento, fortuna, apertura e impegno, occorre che l'innovazione sia sostenuta da competenze imprenditoriali ben definite.

I fattori critici di successo che determinano l'innovazione in California sono molteplici: la presenza di Venture Capital, l'attività di ricerca di alto livello delle università locali, la presenza di molti ingegneri con esperienza ma orientati al cambiamento, banche specializzate nel credito alle start-up, studi professionali specializzati nella protezione della proprietà intellettuale e nella creazione di nuove imprese.

In pratica una vera e propria rete che determina un ben definito ecosistema di riferimento.

L'Università di Berkeley si inserisce in questo contesto non soltanto come luogo di ricerca scientifica e di trasmissione del sapere, ma anche come luogo di sviluppo di prodotti tecnologici che sono poi trasferiti verso il mercato attraverso società di spin-off e di sviluppo imprenditoriale.

Gli scienziati di Berkeley hanno inventato il ciclotrone, scoperto l'antiprotone, hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo del laser, hanno spiegato i processi sottostanti la fotosintesi, hanno isolato il virus della poliomielite, progettato degli esperimenti per confermare il Teorema di Bell, e scoperto molti elementi chimici pesanti tra cui il Plutonio, il Berkelio, il Laurenzio e il Californio.

Nell'Università di Berkeley l’innovazione si respira nei corridoi. Molti professori e studenti sono consapevoli del valore delle loro ricerche nel creare occasioni per far nascere nuove imprese, e sono interessati a portare i loro risultati nel mondo industriale.

Le imprese sono a loro volta interessate a quello che viene prodotto dalla ricerca, sono molto attente a quanto si pubblica, sostengono la ricerca con finanziamenti diretti, mandano loro personale nell'Università a lavorare con studenti e professori a progetti innovativi, invitano gli studenti a passare un periodo di lavoro nelle loro sedi offrendo loro opportunità.

E' questo l'ecosistema: il terreno fertile che determina la nascita e lo sviluppo dell'innovazione.

 

(16 Novembre 2015)

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