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Brevetti Celebri: la domanda di brevetto dell'Apple I-Phone






L’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha pubblicato un documento molto consistente, che può essere indicato come la domanda di brevetto dell’Apple I-Phone (US 2008/0122796 A1).

Esso, nelle sue 371 pagine, descrive con particolare dettaglio le modalità multi-touch dell’interfaccia utente del telefonino. Molte delle immagini del documento rappresentano schermate ben note del prodotto in commercio, mentre altre rappresentano delle funzionalità che non sono state ancora implementate, come ad esempio un "Blog" dedicato, ed un'applicazione "dizionario".

Le applicazioni comprendono inoltre la possibilità di videoconferenza, GPS ed altre funzionalità attualmente non esistenti, ma fortemente auspicabili. Naturalmente, tra gli inventori compare in prima fila il Signor Steven P. Jobs.





Brevetti Celebri: il caso Geox di Mario Moretti Polegato


Appartengo ad una famiglia di imprenditori veneti, che opera nel settore dell’agricoltura e dei vini da tre generazioni.

Geox nasce da una casualità: ero negli Stati Uniti per una Wine Convention e a Reno trascorro alcuni giorni di vacanza. Un giorno prendo le scarpe da tennis per fare un po’ di jogging e mi iscrivo ad un tour con un viaggio organizzato: vado in un distributore di benzina e, acquistato un coltello, creo un foro sulle scarpe.

Tornato in Italia mi sono chiesto: “ma è possibile che mai nessuno abbia pensato a costruire scarpe con suole di gomma capaci di traspirare ?”

Ho cercato dappertutto ma non trovando nulla nel mercato ho pensato “Questa è una buona idea da sfruttare !”, ed ho così iniziato a studiare il sistema per realizzare questo progetto pensando, sin da subito, alle tute degli astronauti e alla creazione di una membrana che fosse impermeabile all’acqua ma traspirante per l’aria.

In Italia ho chiesto il brevetto internazionale. Ho cominciato a studiare queste membrane, ed il brevetto che ho ottenuto è molto semplice: ci sono dei fori nella scarpa che permette l’entrata/uscita di aria ma blocca le sostanze esterne (acqua ed impurità varie) con una membrana impermeabile ma traspirante.

Ma giunto a questo punto io ero ben lontano dal pensare di costruire scarpe, e ancor più di fare un’impresa di scarpe: anche perché come tutti gli inventori che sognano, io stavo sognando !

Quindi la mia intenzione era di rivolgermi, come ho fatto, ad aziende specializzate nel settore calzaturiero ed esibire questa mia invenzione per avere dei riconoscimenti (royalty, indennizzi o semplicemente notorietà). Dapprima ho presentato la mia invenzione ad aziende del Montebellunese, ed ho avuto una reazione fredda da parte di questi produttori. Mi sono dunque rivolto ai grandi produttori statunitensi (Nike, Reebok, ecc.) e nessuno di loro capì o accettò questa mia idea.

Di solito gli inventori hanno una grande sensibilità, ed io – in qualità di inventore - potevo risentirmi e ritenermi quasi offeso: invece mi sono vergognato per loro, perché non si poteva non capire la portata di questa nuova idea !

Mi sono dunque deciso di fare un’impresa.

Ho riunito un gruppo di giovani e con loro ho cominciato a condividere questa idea: abbiamo iniziato a costruire delle calzature da bambino distribuendole negli asili, perché non avevamo strumenti di analisi e di prova. Solo quando ci siamo sentiti più sicuri abbiamo lanciato il prodotto da bambino sul mercato: è stato da subito un grande successo ! Le mamme hanno compreso immediatamente che la calzatura era una scarpa salutevole.

Abbiamo iniziato, poco dopo, a costruire scarpe per uomo e donna ed ho capito che non potevo fare scarpe di questo tipo per tutto il mondo. Ho scelto dunque di produrre solo per il mercato italiano e di avvalermi di partner per vendere nel resto del mondo: in questa direzione ho stipulato accordi con Regal (che in Giappone fattura 1,25 miliardi di Euro), con Freudenberg (che in Germania fattura 3 miliardi di Euro), e così via.

Oggi il mio gruppo fattura circa 150 milioni di Euro, di cui 65 in Italia: tutto ciò è avvenuto in soli sei anni.

Spesso mi chiedo come tutto ciò sia potuto accadere, e la risposta che mi dò oggi è che questo successo è dovuto principalmente al fatto che la nostra azienda ha dato soluzioni concrete ai bisogni delle persone !

(tratto da F. Azzariti "Fare impresa nel terzo millennio" Arco edizioni, 1999)

 


Brevetti Celebri: il motore di ricerca Google


Il brevetto degli Stati Uniti n. US6285999, a nome di Lawrence Page, che è il fondatore di Google insieme a Sergey Brin, ha per oggetto un “Metodo per la valutazione di un nodo in una base di dati collegata”.

Il successo del motore di ricerca Google è dovuto soprattutto al metodo brevettato che permette di raggiungere simultaneamente due obiettivi:

- indicizzare efficientemente le pagine web presenti su internet;
- presentare all’utente dei risultati di ricerca di buona qualità.

Tale metodo è basato essenzialmente su una formula che calcola l’importanza (ovvero il cosiddetto PageRank) di una pagina sulla base dei collegamenti esterni diretti verso di essa e sull’importanza dei siti che presentano tali collegamenti.

Da un punto di vista statistico l’importanza di una pagina equivale quindi alla probabilità che un utente vada a finire proprio su di essa, dopo aver seguito un certo numero di collegamenti, o links ipertestuali, da un sito all’altro di internet.
Un fattore correttivo tiene conto del fatto che un utente possa arrivare su quella pagina “per caso”, e non tramite altri collegamenti.

Questa semplice impostazione determina che i risultati del motore di ricerca Google siano basati più sull’autorevolezza dei siti, così come è stata assegnata loro dai collegamenti esterni, che su strategie ed artifici.

Questo indice di autorevolezza rappresenta quindi l’elemento su cui è basato il criterio di qualità per i risultati di ricerca del motore Google.

 

 

 

 

 

 

 

 
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