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Il fenomeno delle Fake News nel mondo dei brevetti: il caso dell'UFO brevettato.

di Angelo Zizzari

Le Fake News mirano a disinformarci, a confonderci e a destabilizzare le nostre certezze, facendo leva sulle nostre emozioni, sulle nostre sensazioni e sulle nostre paure.
La Scienza e la Tecnologia mirano a darci una vera comprensione del mondo, facendo leva sulla nostra razionalità, sulla nostra onestà intellettuale e sulle nostre verifiche sperimentali.




Un lungo articolo (link), con riferimenti a brevetti degli Stati Uniti, informa che a partire dall'anno 2002 un certo John Quincy St. Clair ha brevettato una serie di tecnologie rivoluzionarie che finora avevamo visto solo nei film di fantascienza. Si parla di costruzione di astronavi, amplificatori di energia “Chi”, creazione di portali dimensionali (Stargate, Wormhole) e teletrasporto.

E poi, a partire da questo, inizia una lunga digressione sulle Teorie del Complotto, il Governo Ombra degli Stati Uniti, le Lobby che controllano l'economia, Alieni tra di noi, etc.

Da Google inserisco le parole chiave “UFO patent”. Esce fuori un articolo: “TR-3B Flying Triangle UFO Patent Now Available to the Public” che afferma che è stato rilasciato il brevetto US 20060145019 A1 a nome dell'inventore John St. Clair. Il “brevetto” riguarderebbe un'astronave di forma triangolare avente un sistema di propulsione futuristico. Lo stesso articolo riporta il link al brevetto pubblicato su Google Patents.

Dato che altri siti internet riportano la stessa notizia, e si fa riferimento all'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti, decido di dare un'occhiata alle banche dati ufficiali degli Uffici Brevetti per saperne di più.

Esce fuori che esiste davvero una domanda di brevetto degli Stati Uniti, a nome John St. Clar Q, pubblicata con il numero US 20060145019 A1. Lo stesso autore ha effettivamente depositato ulteriori domande di brevetto, almeno 12, sempre su argomenti particolarmente futuristici, come portali dimensionali, viaggi nell'iperspazio, teletrasporto, astronavi, etc.

E' vero quindi che esistono delle domande di brevetto, non che siano stati rilasciati i brevetti: c'è una differenza abissale, anzi direi ipergalattica, tra le due cose.

Se prendiamo ad esempio la domanda di brevetto dell'astronave triangolare (qui il documento), nel riassunto è specificato:

Un'astronave avente forma triangolare con cariche elettrostatiche ad ogni vertice che producono un campo elettrico orizzontale parallelo ai lati della struttura. Questo campo, interagendo con un un'onda piana emessa dalle antenne sul lato della struttura, genera una determinata forza per unità di volume combinando sollevamento e propulsione”.



In pratica si dice che esistono due campi elettromagnetici che interagiscono e l'astronave vola.

Per dare una parvenza di autorevolezza all'”invenzione” sono riportate alcune formule elementari copiate da un libro di elettromagnetismo: il campo generato da cariche elettrostatiche, la diffusione dell'onda elettromagnetica piana secondo l'equazione di Laplace, la forza generata da un campo elettromagnetico.

Da una rapida occhiata, questa domanda di brevetto non rispetta nessuno dei principi fondamentali per ottenere un brevetto. Il principio fondamentale di “sufficienza di descrizione” specifica che la descrizione deve riportare le informazioni sufficienti a costruire l'invenzione. E questo non è assolutamente il caso.

Qui è come se qualcuno avesse detto: “dunque, esiste la seconda legge della dinamica F=m*a, genero una forza, quindi ho inventato l'automobile”.

Sì è affermato che un'astronave dovrebbe avere un sistema propulsivo generato da due campi elettromagnetici. Come sono fatti i dispositivi che generano i campi ? Qual è la loro fonte di energia ? Come interagiscono ? Come si origina la forza propulsiva e in quale punto ? Qual è il sistema di controllo dei campi ? Qual è la corrispondenza tra campi elettromagnetici generati e moto dell'astronave ? Come si orienta il moto dell'astronave in funzione dei campi ?

In realtà, si capisce subito che c'è qualcosa che non va.

E' vero che un campo elettromagnetico è in grado di generare una forza, ricordiamo l'esperimento dei due fili percorsi da corrente che si attraggono o si respingono, ma esso manifesta la sua azione su un oggetto esterno, come la limatura di ferro che viene utilizzata negli esperimenti per visualizzare le linee di campo.

Qui invece si afferma che l'astronave genera un campo magnetico in grado di sollevare sé stessa.

Bene, quindi se un campo magnetico fosse in grado di sollevare gli stessi oggetti da cui è generato noi vedremmo i nostri telefonini appoggiati sulla scrivania sollevarsi e ballare tutto il tempo. Perchè essi generano dei campi che, se fosse valido il principio, combinati in qualche modo, dovrebbero manifestare forze su sé stessi in grado di mettere in moto gli oggetti ed agitarli.

Un altro aspetto è quello del punto d'appoggio. Ammesso di essere in grado di generare una forza, senza un punto d'appoggio non è possibile andare da nessuna parte. Noi siamo in grado di sollevare le braccia in aria, quindi di esercitare una forza sulle braccia, ma non per questo siamo in grado di sollevare noi stessi avvicinando il resto del corpo alle braccia in aria, come faremmo in un'arrampicata in montagna. Manca il punto d'appoggio in aria.

Quindi, non si generano delle forze senza un oggetto esterno in grado di “percepire” il campo elettromagnetico, e anche se si generassero l'astronave non si solleverebbe avendo come punto d'appoggio unicamente sé stessa.

In realtà in una domanda di brevetto può essere scritto tutto quello che si vuole, occorre poi vedere cosa ne pensano gli esaminatori dell'Ufficio Brevetti.

Qui gli esaminatori si limitano a dire “non è chiaro come l'invenzione funzioni e come un esperto del settore possa costruire tale invenzione; sono necessari dei chiarimenti che spieghino come una pressione di curvatura dello spazio-tempo possa generare forza di sollevamento e propulsione” (qui il documento).

In seguito a tale obiezione la domanda di brevetto è stata abbandonata, quindi attualmente non c'è nessun brevetto, c'è soltanto una domanda respinta.

Un esempio più esplicativo della perplessità dell'Ufficio Brevetti è quello che riguarda un'altra domanda dello stesso autore, John St. Clair Quincy, pubblicata con il numero US 20040200925 A1, dal titolo “Generatore di energia d'iperspazio attraverso olio in cavitazione” (qui il documento).

Qui l'Ufficio Brevetti è dell'opinione che: “La domanda fa riferimento a numerosi argomenti che non sono supportati da una valida base scientifica. In particolare l'invenzione riguarda un “Generatore d'Energia di Iperspazio” capace di permeare la superficie di un'astronave di un'energia d'iperspazio, presumibilmente capace di trasportare l'astronave. Nessuna base scientifica è riportata per l'esistenza dell'iperspazio, l'energia d'iperspazio, il vortice d'energia d'iperspazio (il wormhole). Inoltre non c'è nessuna prova che dimostri che gli esseri umani sarebbero degli esseri di energia d'iperspazio che vivono in contenitori fisici situati nell'universo (!), o che il vortice d'energia d'iperspazio possa essere considerato un wormhole tra lo spazio e l'iperspazio” (qui il documento).

Anche in questo caso, in seguito a tale obiezione la domanda di brevetto è stata abbandonata, quindi attualmente non c'è nessun brevetto, c'è soltanto una domanda respinta.

Quindi, per il momento, queste tecnologie probabilmente continueremo a vederle soltanto nei film di fantascienza. Non risulta che ci siano tecnologie extraterrestri brevettate, nè lobby, governi ombra o cospirazioni che ci tengano segrete delle tecnologie extraterrestri.

Comunque, tutto questo può essere utile a comprendere meglio come funziona il mondo dei brevetti e ad estrapolare alcuni principi fondamentali:

1. Se si è inventato qualcosa occorre specificare esattamente come si realizza quel qualcosa, che deve essere un prodotto funzionante e coerente con tutto quello che è scientificamente provato.

2. Non si può brevettare un'idea astratta, o qualcosa che prima o poi sarà realizzato, ma i cui componenti richiedono una tecnologia che attualmente non è disponibile (reattori a fusione nucleare, fusione fredda, supercomputer, automobili a guida totalmente autonoma; dischi volanti, etc.);

3. Anche se non è esplicitamente richiesto dall'Ufficio Brevetti, è buona norma creare un prototipo dimostrativo di ciò che si è inventato per rendersi conto del suo reale funzionamento;

4. Se non si è sicuri del funzionamento della propria invenzione, è meglio non richiedere un brevetto; gli esaminatori dell'Ufficio Brevetti non sono degli sprovveduti, sono delle persone esperte in grado di comprendere con molta precisione se un'invenzione è plausibile, o qualcosa di vago e indefinito o, alla luce delle conoscenze attuali, qualcosa di impossibile da realizzare.

5. Soprattutto, prima di richiedere un brevetto occorre avere la certezza che sia qualcosa di veramente funzionante (applicabilità industriale), che sia qualcosa di nuovo (novità) e che non sia qualcosa banale o frutto di mera attività di progettazione (altezza inventiva).

Le Fake News mirano a disinformarci, a confonderci e a destabilizzare le nostre certezze, facendo leva sulle nostre emozioni, sulle nostre sensazioni e sulle nostre paure.

La Scienza e la Tecnologia invece possono darci una vera comprensione del mondo, facendo leva sulla nostra razionalità, sulla nostra onestà intellettuale e sulle nostre verifiche sperimentali.


(19 Luglio 2017)

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Il fenomeno delle Fake News nel mondo dei brevetti: il caso dell'UFO brevettato

di Angelo Zizzari



 

 
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