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Inventori si nasce o si diventa ? Le fasi del processo creativo.

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Per comprendere il processo creativo gli studiosi della creatività lo hanno scomposto in varie fasi, in particolare G. Wallas [1] ha individuato quattro momenti, preparazione, incubazione, illuminazione e verifica:

- la fase di preparazione costituisce un momento preliminare durante il quale un individuo raccoglie dati, pensa in modo libero, cerca e ascolta suggerimenti, vaga con la mente;
- la fase di incubazione è quella in cui il materiale raccolto procede in un periodo di elaborazione e sedimentazione, secondo modalità di cui il creativo ha scarsa oppure nessuna consapevolezza; questa fase può durare pochi minuti, oppure mesi o anni;
- nella fase di illuminazione avviene una vera e propria esplosione creativa, dove prima vigeva confusione e oscurità ora le soluzioni e le idee appaiono e affluiscono con chiarezza; “l'illuminazione può essere un'intuizione improvvisa, o una visione chiara, o una sensazione, qualcosa tra un'impressione e una soluzione, altre volte invece è il risultato di uno sforzo prolungato”;
- la fase di verifica chiude la sequenza; essa è necessaria affinché la soluzione possa superare la valutazione critica dell'innovatore, o anche di un pubblico.

Altri autori hanno diviso il processo creativo in più stadi, ad esempio J. Rossman [2] ha ampliato i suddetti quattro stadi di Wallas a sette gradi, questi sono:

1. osservazione di un bisogno o di una difficoltà;
2. analisi del bisogno;
3. rassegna di tutte le informazioni disponibili;
4. formulazione di tutte le soluzioni oggettive;
5. analisi critica di tutte queste soluzioni per ciò che riguarda i loro vantaggi e svantaggi;
6. nascita della nuova idea: l'invenzione;
7. sperimentazione per saggiare la soluzione più promettente, e selezione e perfezionamento del prodotto finale attraverso alcuni o tutti i precedenti gradi.

A.F. Osborn [3] ha diviso, come J. Rossman, il processo creativo in sette stadi, ma utilizzando una terminologia diversa:

1. orientamento: mettere a fuoco il problema;
2. preparazione: raccogliere i dati pertinenti;
3. analisi: suddividere il materiale pertinente;
4. ideazione: accumulare alternative sotto forma di idee;
5. incubazione: "riposare", per favorire l'illuminazione;
6. sintesi: mettere insieme i pezzi;
7. valutazione: giudicare le idee risultanti.

Autori più recenti ampliano i quattro stadi di G. Wallas, ovvero approfondiscono e suddividono questi stadi in altri autonomi momenti. In questo quadro rientra anche H. Jaoui [4], per il quale la creazione si configura come un processo a cinque tappe:

1. la nascita di un'intenzione, la quale "può essere focalizzata, fino al punto di incarnarsi in un progetto preciso o vago, indeterminato come un pizzicorio, un bisogno senza finalità annunciata";
2. la preparazione, che si svolge attraverso due modalità. In modo attivo: come ricerca di documenti, consultazione di testi, compilazione di schede, preparazione di schizzi e bozzetti; in modo passivo: "il creatore stura i suoi filtri e si lascia penetrare da dati di ogni genere finché sente che l'impregnazione è totale, che non può assorbire più nulla".
3. L'incubazione. In questa tappa l'inventore cova ed elabora le sue idee, essa può avere una durata variabile, spesso lunga; di questo momento è molto interessante l'aspetto di elaborazione inconscia, nella quale i meccanismi di assemblaggio operano ad insaputa dell'inventore.
4. L'illuminazione: è il passaggio dall'oscurità all'improvvisa apparizione della soluzione "con una chiarezza impressionante che può abbagliarlo". Jaoui distingue un'illuminazione di tipo endogeno da quella che viene provocata da un avvenimento esterno, "come la mela di Newton o la marmitta di Denis Papin", in ogni caso l'illuminazione è favorita nelle "menti preparate".
5. La verifica. Essa chiude il circolo, "la verità può essere ingannevole, le soluzioni apparentemente più geniali possono avere un vizio nascosto"; si rende così necessaria una valutazione "dapprima personalmente poi con l'aiuto di esperti", un altro tipo di valutazione che è più caratteristica per le opere d'arte, è il confronto con il pubblico, o con un cliente o un utente se si tratta di una soluzione innovatrice d'altro tipo.

Di fatto, da questi ed altri schemi che illustrano il processo creativo scomposto in fasi, emerge una chiara metodologia operativa della creatività, un percorso nel quale l'analisi (corrispondente alle fasi della preparazione e della verifica) si intreccia alla sintesi (che avviene nel momento dell'incubazione e della illuminazione).

Vi è comunque da sottolineare che tali schemi, ricavati da indagini retrospettive di tipiche esperienze e situazioni creative, sarebbero poco utili se non fossero conditi da caratteristiche individuali, contenuti, strategie e motivazioni che fungono da motore nel gioco e nei momenti cruciali dell'elaborazione creativa. A questo proposito il lavoro di J. P. Guilford [5] è un importante punto di riferimento, che permette di individuare buona parte delle caratteristiche peculiari o "abilità creative" possedute dagli individui.

 

(10 Dicembre 2015)

 

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[1] Wallas G., The Art of Thought. New York, Harcourt, Brace, 1926.
[2] Rossman J., The Psychology of the Inventor. Washington, Inventors Publishing, 1931.
[3] Osborn A. F., Applied Immagination, New York, Scribner's, 1953.
[4] Jaoui H., Creatività per tutti. Strumenti e metodi da impiegare nel quotidiano, Milano, Franco Angeli, 1993, p. 30.
[5] Guilford G.P. (1950), La Creatività, in Beaudot A.(a cura di), La creatività, Loescher, Torino, 1977.

 

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