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Il Brevetto per Invenzione Industriale

 

FAQ - DOMANDE FREQUENTI (2)


Ho deciso di fare il brevetto. Ma che succede se qualcuno, dopo che è stato pubblicato, lo legge, cambia qualche piccola cosa, e dichiara d’aver inventato qualcosa di nuovo ?

Il brevetto è uno strumento che permette di proteggere non soltanto l’invenzione individuata dall’inventore, ma anche tutte le sue possibili varianti (ovvero le cosiddette “forme di realizzazione” alternative).

Se la domanda di brevetto è preparata con l’aiuto di un consulente, essa prevede tutte le possibili implementazioni dell’invenzione, ed ha quindi, quel carattere di generalità tale da coprire ogni possibile soluzione alternativa.

Se, per ipotesi, un giorno nascesse una controversia su un brevetto, il titolare avrebbe a disposizione tutti gli strumenti legali adatti a far valere i suoi diritti, e a nulla servirebbe l’obiezione di chi, cambiando piccole parti, sostenesse d'aver inventato qualcosa di nuovo.


Sono un dipendente di una azienda e, nell’ambito della mia attività lavorativa, ho ideato una soluzione tecnica innovativa. Posso brevettarla per conto mio ? Dovrei informare il mio datore di lavoro ?

Per quanto riguarda le invenzioni dei lavoratori dipendenti esistono tre possibilità:

- tra le mansioni del lavoratore è prevista l’attività inventiva ed egli è regolarmente retribuito per questo (p.es. un dipendente del reparto “Ricerca e Sviluppo”): in tal caso l’unico diritto del lavoratore è quello di essere indicato tra gli inventori, mentre la titolarità del brevetto apparterrebbe totalmente all’azienda che depositerebbe dunque la domanda a proprie spese;

- tra le mansioni del lavoratore non è prevista l’attività inventiva, ma si può ritenere che l’ambiente di lavoro abbia favorito il raggiungimento dell’invenzione: in tale situazione si può stabilire un accordo tra le parti, valutando caso per caso, avendo l’azienda dei diritti sul brevetto ed avendo invece l’inventore diritto ad un “equo premio”;

- tra le mansioni del lavoratore non è prevista alcuna attività inventiva e comunque l’invenzione è in un settore completamente diverso da quello in cui opera l’azienda: normalmente l’inventore potrebbe depositare autonomamente ed a proprie spese una domanda di brevetto, ma nello stesso tempo avrebbe il dovere di informare l’azienda, la quale avrebbe a sua volta un diritto di “prelazione” per l’eventuale conferimento di licenze su brevetto.

Naturalmente, tutto questo, salvo quanto esplicitamente previsto nel contratto di lavoro.


Ho deciso di fare il brevetto. Quali sono le possibili iniziative per valorizzarlo al meglio ?

Il brevetto conferisce al titolare dei diritti di sfruttamento esclusivo dell’invenzione su tutto il territorio nazionale, e ciò può avvenire:

- direttamente: il titolare costituisce un’impresa finalizzata alla produzione in serie di un prodotto, ed alla distribuzione e vendita dello stesso prodotto sul territorio nazionale;

- indirettamente: il titolare conferisce, a terzi, una licenza temporanea sui diritti di brevetto, dietro il pagamento di un corrispettivo economico (royalties);

- indirettamente: il titolare cede totalmente e definitivamente, a terzi, i diritti di brevetto, dietro il pagamento di un corrispettivo economico.


Dopo aver fatto il brevetto, ho deciso di proporre una licenza a delle aziende che già operano nel settore. Come faccio ad evitare che, dopo che gli ho presentato i contenuti dell’invenzione, queste aziende mi còpino e mettano in commercio lo stesso prodotto ?

Il brevetto è già uno strumento efficace per attivare tutti gli strumenti di tutela dei propri diritti.

Tuttavia, alcuni inventori, prima di descrivere le proprie invenzioni ad aziende interessate, fanno sottoscrivere un accordo di segretezza, o Non-Disclosure-Agreement (NDA), che è un vero e proprio contratto in cui le aziende si impegnano a mantenere il segreto su tutte le informazioni date dall'inventore, e a non utilizzare le stesse informazioni per produrre o sperimentare dei prodotti simili.


Un’azienda mi ha proposto una percentuale sugli utili in cambio del permesso di produrre e commercializzare l’invenzione su tutto il territorio nazionale, quanto posso chiedere ?

E’ bene che il contratto definitivo sia esaminato da un proprio consulente di fiducia.

Indicativamente, una licenza su un brevetto prevede, in genere, un corrispettivo intorno al 3%-5% del prezzo finale del prodotto sul mercato, più un'ulteriore una tantum, per tutte le attività pregresse di ricerca e sviluppo sull'invenzione, stabilita in base ad un accordo tra le parti.


Ho visto un prodotto commercializzato all’estero e, ho già controllato, in Italia non esiste e non è stato nemmeno brevettato. Posso brevettarlo qui in Italia a mio nome ?

Anche se il prodotto non è stato brevettato in Italia, questo è ormai noto ed acquisito allo “stato della tecnica”. Quindi, esso non possiede più il requisito fondamentale di novità assoluta. In questi casi, è fortemente sconsigliato d'iniziare le procedure per richiedere un brevetto, soprattutto se non si è i legittimi titolari dell’invenzione.


Sono un ricercatore ed ho già pubblicato su internet i risultati della mia ricerca, i quali comprendono un dispositivo innovativo di mia invenzione che vorrei brevettare...

Purtroppo questo caso rientra tra quelli in cui l’invenzione è stata già resa accessibile al pubblico, e quindi non può più essere considerata nuova in senso stretto, e quindi non è brevettabile.


Ho sottoposto un articolo ad una rivista scientifica e adesso è nella fase di “referaggio” (peer review) prima di essere pubblicato. Sono ancora in tempo per brevettare il dispositivo descritto in tale articolo ?

Se la rivista prevede una fase di valutazione dell’articolo segreta ed accessibile solo ed unicamente agli esaminatori (reviewers), allora si può ritenere che l’invenzione sia ancora segreta, e quindi non acquisita allo “stato della tecnica”. Dunque, può essere ancora brevettata.

Attenzione però a quelle riviste che pubblicano su internet gli articoli durante la loro fase di valutazione (tipo Ocean Science Discussions), una pubblicazione su internet è deleteria per il requisito di novità dell'invenzione.


Da alcune ricerche ho saputo che per brevettare un'invenzione a livello internazionale, e proteggerla da eventuali imitazioni, sono necessari molti soldi... ora partendo dal presupposto che io non sono un milionario, come posso brevettare un'invenzione che secondo me potrebbe essere di grandissima utilità per il benessere di tutto il pianeta ????

Per brevettare una invenzione, non è strettamente necessario partire subito con una domanda internazionale, ma è possibile depositare inizialmente una domanda di brevetto italiana.

Il deposito di una domanda di brevetto italiana ha un costo che è accessibile, di circa 200 Euro tra tasse e marche da bollo, oltre agli onorari se ritiene che il testo della domanda (che comprende una descrizione, rivendicazioni e disegni tecnici allegati) possa essere preparato per Lei da un esperto.
Tali importi comprendono le tasse di mantenimento in vita del brevetto per i primi 4 anni, e la ricerca d'anteriorità eseguita dall'Ufficio Brevetti Europeo (per conto dell'Ufficio Brevetti Italiano) per l'accertamento del requisito di novità dell'invenzione.

Dal deposito della domanda italiana decorrono 12 mesi di tempo, per eseguire l'eventuale estensione (facoltativa) all'estero, rivendicando il diritto di priorità (ovvero il diritto di mantenere la stessa data italiana per i brevetti esteri).

Normalmente, in questi 12 mesi di tempo, l'inventore ha una protezione temporanea sull'invenzione, e può valutare meglio se e in quali Paesi ha interesse a brevettare (perchè magari nel frattempo ha stabilito degli accordi con aziende del settore che vogliono acquisire una licenza sul brevetto).

I brevetti esteri hanno un costo più significativo, per il solo fatto che occorre depositare una rispettiva domanda in ciascun Paese di interesse (pagando rispettive tasse e spese per traduzioni e onorari di consulenti locali). Tuttavia è possibile avvalersi del Trattato di Cooperazione Internazionale sui Brevetti (PCT) che permette di abbattere notevolmente i costi, permettendo di sostenere un unico esame di novità e del contenuto tecnico dell'invenzione, e tale esame è valido per tutti i rispettivi Uffici Brevetti nazionali.

Il costo per il deposito di una domanda PCT si aggira intorno ai 2.500 Euro di tasse, oltre agli onorari se la domanda è preparata da un esperto (comunque il PCT semplifica la procedura ma non elimina il fatto di doversi rivolgere successivamente agli Uffici Brevetti nazionali).

Normalmente, tali costi sono rimborsati dalle aziende che sono eventualmente interessate all'invenzione, e ne acquisiscono quindi una licenza, per la quale riconoscono un canone annuale (royalty) all'inventore.

Come vede, quindi, il brevetto è un investimento che può essere verificato passo per passo, e ogni passo è facoltativo e può essere affrontato solo se si verificano le condizioni di reale interesse da parte del mercato, che dovrebbe essere disposto ad investire nella Sua invenzione.


Vorrei brevettare un modello a livello europeo, cosa devo fare ?

Se per “modello” si intende un modello d’utilità italiano, allora la forma di protezione più appropriata è quella del brevetto per invenzione industriale, da richiedere presso l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO).

Se per “modello” si intende invece un modello ornamentale italiano, allora si può provvedere alla registrazione dello stesso presso l’Ufficio per l’Armonizzazione dei Mercati Interni (UAMI).


 

 

 
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