www.studio-zizzari.com

 

 

 

La storia di Antonelli: «Contro la crisi servono creatività e determinazione».
Lui per esempio ora fa scarpe in legno.

(da Lettera43 - Quotidiano indipendente online)

Sul sito aziendale ha scritto una frase di Einstein: «Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa». Marcello Antonelli, 56 anni, è un imprenditore tessile, romano, che grazie all'utilizzo del laser ha creato un sistema per produrre oggetti che sembrano confezionati in pelle e invece sono fatti di legno e cotone.

CUOIO ANIMALISTA. La sua storia insegna che in Italia - nonostante la crisi e l’ostilità di banche e burocrazia - è possibile imporre un prodotto inedito e innovativo e far sì che venga accolto dal mercato suscitando interesse fra le aziende di mezza Europa. Borse, scarpe, portafogli, cinture: sembra cuoio invece non lo è. «Mi sono messo in gioco», spiega Antonelli, «perché due anni e mezzo fa ero un disoccupato non più giovane con l’urgenza di riciclarsi e trovar lavoro anche per sua figlia Marta, 26 anni, che si occupa di design».



IDEE E DETERMINAZIONE. Antonelli, che si è impegnato con l’associazione internazionale Tree Nation a piantare un albero per ogni prodotto che vende, si rivolge ai giovani che intendono fare impresa: «Non servono le fughe all’estero. La prima regola è farsi venire un’idea inedita e difficile da riprodurre. La seconda: non arrendersi mai, neanche di fronte agli ostacoli e all’ottusità di chi avrebbe l’obbligo di darci una mano e invece non lo fa».

* * *

Il laser, il legno e il cotone trattati per riprodurre la pelle animale: come le è venuta l’idea?

Ero dirigente in un’industria tessile. Due anni e mezzo fa, mi hanno licenziato. Avevo 53 anni e una figlia in cerca di occupazione. È lei, Marta, che si occupa di design, a spingermi a studiare qualcosa di fortemente innovativo.

Chi le ha dato una mano?

Prima di individuare i materiali giusti, ho avuto bisogno di svolgere innumerevoli test. Ma i laboratori per me non erano mai disponibili: spiegavo i progetti, mi fissavano come se fossi matto.

E poi?

Ho preso in affitto un laboratorio dotato di laser e, investendo i risparmi, ho sperimentato fino all’individuazione dei materiali più adeguati.

È stato facile ottenere il brevetto?

Ho dovuto superare ogni genere di ostacoli, a cominciare dal problema di dare un nome all’inedita attività che intendevo svolgere. Alla fine, essendo non catalogabile, mi sono rassegnato a figurare come un commerciante di legname.

Chi l’ha finanziata?

Per prima cosa le banche e gli istituti di credito pretendevano che esibissi il brevetto. Ottenuto quello, per darmi i soldi mi chiedevano un mare di requisiti che, avendo appena iniziato l’attività, non avrei mai potuto esibire.

Quindi?

Nessuno mi ha aiutato. In Italia, si sa, le banche prestano il denaro solo se uno è già ricco oppure si getta fra le loro braccia.

Come se l’è cavata?

Ero ormai a stipendio zero e senza più risparmi, ma non mi sono perso d’animo: per autofinanziarmi, mi sono messo a produrre oggettistica in legno. Gran parte di quel che guadagnavo, l’ho re-investito nell’idea che intendevo realizzare.

È stata dura, ma c’è riuscito: della «pelle che sembra pelle ma non lo è» si sta incuriosendo mezza Europa.

La prova che l’avevo imbroccata l’ho avuta quando qualche mese fa, a Milano, durante la prima esposizione, la gente è rimasta sbalordita e ha cominciato a far ricorso all’olfatto.

In che senso?

Annusavano borsette, scarpe e cinture come cani da tartufo: volevano accertarsi che non si sentisse l’odore tipico della pelle animale.

Ora banche e aziende non la scambiano più per un matto?

Si sono fatti avanti molti grandi gruppi, specie del Nord Europa e del Giappone. Da una ventina di giorni non faccio che discutere con emissari stranieri. Ho ordinativi da soddisfare entro fine novembre 2012.

Può svelare ai più giovani qual è stato il suo segreto?

Sono finora l’unico al mondo a sfornare prodotti confezionati con il legno e il cotone trattati al laser. La vera forza è nel produrre qualcosa di unico e che difficilmente possa essere imitato o contraffatto.

Che cosa vogliono da lei i grandi gruppi industriali?

Finanziarmi. O acquistare il marchio.

Come si comporterà?

Ho intenzione di rafforzare il progetto a livello internazionale e di garantire più liquidità: in tal senso, non escludo eventuali soci.

Si sono fatti vivi anche coloro che a suo tempo l’hanno scambiata per un matto?

Sono ricomparsi tutti. Ma ora sono io che guido le danze.

Lei ne è uscito vincente: che cosa consiglia a chi punta oggi a fare impresa?

In Italia esistono capacità creative straordinarie e non riscontrabili altrove. Perciò, è qui che bisogna tentare. Non mollando mai di fronte alle assurdità burocratiche.

Niente esodo in Europa, allora?

All’Europa, anzi al mondo, chi fa impresa deve guardare per espandersi e per individuare i mercati più convenienti.

Una buona idea può davvero prevalere su criminalità, intrallazzi, imbrogli, iper-burocrazia?

A coloro che navigano sott’acqua è possibile dimostrare che si può ottenere successo anche senza trame e intrallazzi.

Lei pianta un albero per ogni prodotto che vende.

Sì, è un dovere. Ma si sappia che in Italia lo fanno solo due o tre aziende.

Che cosa si produce con il legno di un albero?

300 borse, 150 paia di scarpe.

Lei è un vegano (non mangia prodotti animali) e un ambientalista: quanto è conveniente tutelare l’ambiente?

Le pelli e la concia producono livelli di inquinamento spaventosi, i cui effetti ricadono su tutti. E poi: oggi sono ritenuti rifiuti speciali e smaltirli costa tantissimo.

È ottimista?

Si va verso un mondo in cui la salvaguardia ambientale è sempre di più un valore primario.

È disposto a vendere il suo marchio a un’azienda straniera?

No, se c’è il rischio che il progetto sia trasformato in un atto contro la natura. Io e mia figlia Marta siamo d’accordo: sull’economia pulita, non ci arrenderemo mai.

* * *

 

 

 

 

Intervista a Marcello Antonelli

My Mantra Srl - Roma

 





 

 
Ing. Angelo Zizzari
Piazzale Roberto Ardigo, 42
00142 Roma
ITALY

tel./fax.: +39 06 5405512
E-mail: info@studio-zizzari.com









© Copyright 2016    -    Studio Ing. Angelo Zizzari    -    P.IVA 09831351003    

Disclaimer