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L'Olanda e l'Innovazione tecnologica.

di Angelo Zizzari


Dio ha creato tutto il mondo, ma non l'Olanda. Questo Paese è stato creato direttamente dagli olandesi” - proverbio locale.





La Storia dell'Olanda è fortemente intrecciata alla Storia dell'Innovazione tecnologica.

Pensiamo ad esempio al fatto che gran parte del territorio dei cosiddetti Paesi Bassi è stato sottratto alle acque del mare attraverso delle grandi opere di ingegneria: mille chilometri di dighe artificiali; che il sistema dei trasporti nelle grandi città è già da tempo eco-sostenibile, con un uso diffuso delle biciclette, dei tram e della navigazione nei canali; che la fonte primaria di energia è stata storicamente l'energia eolica, catturata dai mulini a vento, per ogni tipo di utilizzo: per prosciugare i terreni acquitrinosi, per pompare acqua al di là delle dighe, per far funzionare macchine di ogni genere, da quelle per la produzione alimentare e casearia, agli impianti delle falegnamerie, ai mezzi meccanici per la lavorazione di ogni tipo di prodotti e materiali.

Un Paese tradizionalmente multiculturale e tollerante, in cui, come scriveva Spinoza nel '600 “vivono in piena concordia uomini di ogni nazionalità e di ogni confessione religiosa”.

Proprio il '600 fu il Secolo d'Oro dell'Olanda, in cui ci fu una rapida crescita in ogni campo produttivo, da quello dell'economia a quello dell'arte e della cultura in genere.

La storia dell'Olanda insegna che è la libertà di mercato a creare mobilità sociale, producendo ricchezza, consumi e favorendo il sorgere di un nuovo ceto borghese di committenti per gli artigiani e gli artisti. Questo fatto ha radici nelle teorie calviniste e nell'attitudine del "buon capitalista" a reinvestire i proventi dei suoi guadagni per creare nuove iniziative.

E infatti, nel '600 l'Olanda oltre ad essere al centro del commercio mondiale, con le sue industrie navali, delle ceramiche e manifatturiere tessili, era anche un centro di riferimento per le Scuole dell'Arte, con personaggi illustri, tra i quali Rembrandt, che si ispiravano al Rinascimento italiano ed alle opere del Caravaggio.





Nel corso dei secoli, gli artisti olandesi si sono succeduti per arricchire il mondo di opere uniche ed originali. E' il caso di Jan Vermeer con la “ragazza con l'orecchino di perla” e “il panorama della città di Delft”, fino alle opere più recenti di M.C. Escher, con le sue tassellature del piano, le suddivisioni dello spazio, le figure geometriche impossibili, le prospettive basate sulle illusioni ottiche, e le molteplici rappresentazioni della realtà e del divenire della materia.





L'Olanda ha anche un altro pregio, quello di aver contribuito storicamente al dibattito che ha portato alla nascita dei sistemi di protezione brevettuale.

Infatti, se non fosse stato per le botteghe artigianali olandesi del '400 che si occupavano della lavorazione delle lenti, i cui segreti erano tramandati da padre in figlio, fino ad andare persi del tutto, nessuno si sarebbe posto il problema di individuare un incentivo che portasse le aziende a rivelare i loro segreti alla collettività, contribuendo così al progresso scientifico e tecnologico di una nazione.

E' stato così individuato il brevetto, quale strumento giuridico che porta l'innovatore a ricevere come beneficio una sorta di monopolio, limitato nel tempo, su una innovazione, e lo Stato, inteso come collettività, a ricevere le informazioni tecniche per realizzare la stessa innovazione, che altrimenti rischierebbe di restare segreta ed andare persa nel tempo.

Non a caso, a L'Aia, in Olanda, è presente anche una delle sedi dell'Ufficio Brevetti Europeo.


(9 Gennaio 2017)

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L'Olanda e l'Innovazione tecnologica.

di Angelo Zizzari



 

 
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