Consulenza per l'Innovazione: Ufficio Brevetti, Invenzioni Industriali, Modelli d'Utilità, Modelli Ornamentali - Roma




 

 

D.Lgs.
10 feb 2005

Nuovo codice della proprietà industriale.


Comunicato Stampa
Dal 1°luglio 2008: ricerca di anteriorità sui brevetti italiani.


Decreto
10 lug 2008

Agevolazioni a favore di progetti di innovazione.


21 ott 2008
Protocollo d'intesa sulla valutazione dei brevetti.


Legge
22 apr 1941 n.633
Legge sul Diritto d'Autore.





Abilitato alla rappresentanza legale di fronte all'Ufficio Europeo dei Brevetti





Albo dei mandatari marchi, disegni e modelli europei

Innovazione e Brevetti di Invenzione


Il brevetto per invenzione industriale è un titolo che conferisce all’inventore dei diritti di produzione e commercializzazione esclusiva su tutto il territorio nazionale.

Il procedimento per ottenere un brevetto prevede il deposito di una domanda presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), e normalmente richiede la consulenza di un professionista esperto, sia nel campo tecnico che in quello legale.

Lo Studio comprende professionisti qualificati, abilitati ed iscritti nei rispettivi albi di competenza, ovvero Albo degli Ingegneri Roma (n.18591), Albo degli Avvocati Roma (n. 30956), Albo dei legali rappresentanti di fronte all'Ufficio Brevetti Europeo (EPO n. 09003820), ed Albo dei mandatari in marchi, disegni e modelli europei presso l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO n. 58198).

Lo Studio fornisce consulenza ed assistenza in ogni fase relativa al deposito di una domanda di brevetto, in Italia e all’estero, con particolare riferimento a:

- ricerca di anteriorità, rivolta ad individuare eventuali brevetti già esistenti;
- approfondimenti scientifici e tecnologici sull'invenzione;
- preparazione del testo relativo alla descrizione tecnica ed alle rivendicazioni;
- preparazione dei disegni tecnici allegati;
- preparazione di tutti gli incartamenti relativi al deposito della domanda;
- pagamento delle tasse di deposito e dei diritti di segreteria;
- deposito della domanda di brevetto presso l'Ufficio Brevetti di Roma;
- rilascio di un certificato di deposito in bollo e di una copia del testo depositato;
- assistenza nella procedura di Esame e preparazione di risposte a rilievi dell‘Esaminatore;
- rilascio dell'attestato di brevetto che conferisce al titolare i diritti di sfruttamento esclusivi dell'invenzione su tutto il territorio nazionale.

Tutte le suddette attività con la garanzia della competenza e del segreto professionale.

Per entrare in contatto, per una consulenza, per informazioni specifiche su brevetti, o per una preparazione di una domanda di brevetto per invenzione, occorre fissare un incontro di persona presso il ns. Studio per parlare dei dettagli dell'invenzione e di ogni aspetto della consulenza.

In quell'occasione verranno fornite informazioni di tempi e costi che dipendono dal tipo di incarico conferito e dalla complessità dell'invenzione.

Alcune informazioni sono contenute nella pagina delle domande frequenti sui brevetti.

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Ottenuto brevetto europeo: Endoprotesi per l'esclusione vascolare totale del fegato.


11 luglio 2017 - L'invenzione riguarda un dispositivo ad uso medico che è costituito da una endoprotesi transfemorale o trans-safena temporanea per l'esclusione vascolare totale del fegato.
Questo dispositivo risulta particolarmente adatto per un utilizzo negli interventi chirurgici più critici a carico del parenchima epatico: epatectomie maggiori con sospetta infiltrazione venosa sovraepatico-cavale e nei traumi epatici con lesioni vascolari maggiori.



Infatti, l'endoprotesi costituisce un bypass interno temporaneo endovenoso che permette di mantenere inalterato il ritorno del flusso ematico cavale al cuore, e permette allo stesso tempo, unita alla manovra di Pringle, l'esclusione vascolare totale del parenchima epatico.

Il fegato riceve sangue in ingresso dalla vena porta e dall'arteria epatica, e lo restituisce filtrato al sistema cavale tramite le tre vene sovraepatiche. L'esclusione vascolare del fegato, secondo l'invenzione, consiste nel blocco del flusso di sangue in ingresso al fegato, attraverso la chiusura con clamp o tourniquet del peduncolo epatico (arteria epatica, coledoco e vena porta: manovra di Pringle), con il simultaneo blocco in uscita, in modo tale che il sangue non possa refluire dalla vena cava inferiore verso le vene sovraepatiche.

Per eseguire il blocco in ingresso si ricorre quindi alla manovra di Pringle, già nota nelle attuali tecniche chirurgiche, mentre per eseguire il blocco in uscita si interviene direttamente sulla stessa vena cava, dall'interno, chiudendo i condotti di deflusso (vene sovraepatiche). Questa chiusura avviene installando un'endoprotesi, che è inserita dalla vena femorale o safena e poi fatta scorrere all'interno della vena cava inferiore, raggiungendo quindi con la parte distale il tratto cavale retro e sovraepatico, bloccando dunque con le pareti laterali i fori di immissione dalle vene sovraepatiche alla vena cava.

L'endoprotesi ha una parte principale di forma cilindrica che si estende longitudinalmente. La parte che è posizionata in corrispondenza del tratto distale di una guida interna, una volta spinta nella vena cava, libera una lamina autoespansibile spiraliforme, così da aderire stabilmente alla parete interna della vena cava. L'autoespansione mantiene uno spazio necessario, endocavitario, così da permettere il passaggio del flusso sanguigno venoso al proprio interno, in modo tale da mantenere inalterato il ritorno venoso al cuore.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto ed ha ottenuto un parere pienamente favorevole al rilascio del Brevetto Europeo.

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L’italiano Rino Rappuoli vince il premio europeo dei brevetti

dal Corriere della Sera

I suoi vaccini hanno sconfitto diverse malattie e salvato milioni di vite nel mondo, ha detto il presidente dell'Ufficio Brevetti Europeo, Benoit Battistelli.





24 Giugno 2017 - L’italiano Rino Rappuoli, padre dei vaccini moderni, ha vinto il premio europeo dei brevetti 2017. «I vaccini e le tecnologie di produzione sviluppati da Rappuoli hanno reso il mondo più sicuro. I suoi brevetti, basati sulla genomica, hanno sconfitto diverse malattie e hanno salvato milioni di vite nel mondo», ha commentato il presidente dell'Ufficio Brevetti Europeo, Benoît Battistelli.

Le innovazioni di Rappuoli
Negli anni ’90 Rappuoli e i suoi collaboratori hanno completamente cambiato il processo di sviluppo dei vaccini. Fino a quel momento il processo seguiva il concetto adottato da Louis Pasteur intorno al 1880: i medici iniettavano versioni «attenuate» o «inattivate» dell’agente patogeno permettendo al sistema immunitario di riconoscerlo e preparare una difesa. Il sistema però non funzionava con molte malattie, per esempio con i batteri che causano la meningite.
Cambiando l’approccio, Rappuoli ha applicato l’ingegneria genetica per creare degli ibridi che contengono proteine e parte del Dna del batterio in modo da attirare l’attenzione del sistema immunitario. Fu un momento di svolta. Il primo «vaccino coniugato» contro la pertosse, divenuto una immunizzazione standard in Italia nel 1993, ha eradicato la malattia nel giro di due anni. Quello coniugato contro la meningite da meningococco di tipo C ha sconfitto la malattia prima in Gran Bretagna poi anche da noi.
Per sviluppare il vaccino contro la meningite da meningococco di tipo B, invece, Rappuoli contattò il pioniere della genomica Craig Venter chiedendogli di sequenziare il Dna del batterio. L’approccio di Rappuoli, chiamato «vaccinazione inversa» ha cambiato per sempre la progettazione di vaccini.
«Non sono basati su colture di agenti patogeni. Sono disegnati al computer sulla base della mappa genomica del batterio», spiega Rappuoli che ha fatto storia sviluppando e brevettando uno dopo l’altro i primi vaccini per tutte le forme di infezione da meningococco (A, B, C, Y e W-135) oggi utilizzati in tutto il mondo.

Lasciare una traccia nel mondo
L’impegno di una vita ha concesso a Rappuoli di lasciare il segno. «Ho passato gran parte della mia vita lavorando in centri di ricerca aziendali, così ho potuto superare gli ostacoli burocratici e trasformare le scoperte in prodotti reali che possono avere un impatto sulle persone», dice il microbiologo.
Brevetti come il vaccino Bexsero contro la meningite B sono utilizzati in tutto il mondo e consentono ai licenziatari di realizzare vendite annue per circa 465 milioni di euro. Le tecniche di laboratorio per le quali Rappuoli detiene o ha depositato 150 famiglie di brevetti hanno aperto nuovi campi di sviluppo scientifico.
Devono essere ancora avviati progetti di vaccinazione in molti Paesi, poveri di risorse, nei quali dilagano diverse malattie infettive. Per esempio la malattia acuta da meningococco colpisce 1,2 milioni di persone e ha un tasso di mortalità molto alto se non è trattata.
Proprio per questo Rappuoli ha fondato il Novartis Vaccines Institute for Global Health, un’organizzazione senza fini di lucro che sviluppa vaccini per i Paesi in via di sviluppo che, pur non rappresentando un mercato, ne hanno grande bisogno. «Le vaccinazioni possono allungare la speranza di vita e ridurre le distanze fra Paesi ricchi e poveri», sottolinea Rappuoli.

Una vita per combattere le malattie infettive
Gli archi e le mura lasciate a metà della cattedrale di Siena testimoniano tuttora la «morte nera», l’epidemia che nel 1348 devastò la città.
Questa immagine ha ispirato Rappuoli: «Non volevo che una cosa simile potesse accadere di nuovo, così decisi di dedicare la mia intera vita allo sviluppo di vaccini», racconta Rappuoli.
Nel corso degli anni il lavoro del microbiologo è stato riconosciuto con l’assegnazione delle più alte onorificenze, a partire dalla Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica.
Il suo lavoro non è ancora finito. Come Chief Scientist della multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK) Vaccines, Rappuoli sta preparando immunizzazioni contro il virus sinciziale respiratorio, il citomegalovirus e altre malattie infettive. «Credo che nel mondo non esista un lavoro più bello del mio».

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   Le dieci domande alle quali rispondere prima di brevettare


1. In cosa consiste, molto sinteticamente, l’invenzione (max due o tre frasi) ?
2. Qual è il campo o il settore di applicazione ?
3. Qual è il problema tecnico irrisolto che l’invenzione risolve ? E in che modo lo risolve ?
4. Esistono dei dispositivi già noti che cercano di risolvere lo stesso problema ?
5. Se si, in cosa si differenzia l’invenzione rispetto agli altri dispositivi noti ?
6. Quali ulteriori vantaggi presenta l’invenzione che i dispositivi noti non hanno ?
7. Quali sono tutti i risultati ottenuti e gli obiettivi raggiunti dall’invenzione ?
8. Quali altre varianti della stessa invenzione possono essere prese in considerazione ?
9. E’ possibile rappresentare l’invenzione con dei disegni, degli schemi, dei diagrammi ?
   (se sì, comporre, definire e riportare tali disegni, schemi e diagrammi)
10. Come funziona esattamente l’invenzione con riferimento ai suddetti disegni ?
   (descrizione approfondita e dettagliata di una o due pagine)

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La Cina: la via orientale verso l'innovazione.

di Angelo Zizzari

I Taoisti interpretano tutti i mutamenti della natura come manifestazioni dell'interazione dinamica tra i poli opposti yin e yang, e giungono quindi a ritenere che ogni coppia di opposti costituisca una relazione polare in cui ciascuno dei due poli sia legato dinamicamente all'altro. Per la mente occidentale, questa idea dell'implicita unità di tutti gli opposti è estremamente difficile da accettare.” - Fritjof Capra.






26 Maggio 2017 - Lo scorso anno il governo di Pechino ha diffuso le linee guida che stabilivano che la Cina dovrà diventare prima “una nazione innovativa”; poi un “leader internazionale” dell’innovazione entro il 2030; e quindi “il fulcro mondiale” della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica entro il 2060.

E' forse il caso di chiedersi che cosa sia la chuangxin, l'innovazione così come la intendono i cinesi.

Fino a poco tempo fa, essa consisteva di solito nell’acquisizione di tecnologie straniere e nel loro adattamento al contesto cinese, attraverso un processo di reverse engineering. Solo che questo approccio ha portato in alcuni casi a dei problemi implementativi notevoli.

Si dice che la Cina non sia l’ambiente giusto per creare innovazione radicale – quella che cambia paradigma e dà vantaggi competitivi, come furono l’invenzione della stampa a caratteri mobili, del motore a scoppio e del personal computer – perché il sistema scolastico risulta essere ancora inadeguato, e il mondo delle imprese è dominato dal guanxi – la relazione spesso clientelare – e non dall’efficienza.

La nuova Cina di Xi Jinping sta quindi cercando di aggirare questi limiti a modo suo, investendo massicciamente in “piattaforme” dove possa sorgere il nuovo. Cioè, si cerca di usare capitali sia statali sia privati per creare il “luogo” dell’innovazione: centri di ricerca, parchi tecnologici, InnoWay come quella del quartiere di Zhongguancun, a Pechino, dove nel medesimo luogo sono concentrati “caffè dell’innovazione” dove si incontrano imprenditori e makers, agenzie di consulenza, investitori.

Nel 2016 la Cina ha investito in ricerca e sviluppo (R&S) l’equivalente di 396,30 miliardi di dollari, pari al 2,0% del Prodotto interno lordo (calcolato a parità di potere d’acquisto della moneta). Una quantità di soldi che è pari al 20,4% del totale degli investimenti mondiali in R&S.

Nel 2013 il numero di brevetti richiesti da scienziati e ingegneri cinesi ha raggiunto quota 825.136, superando nettamente quello dei brevetti richiesti dagli americani (571.612).

Gli effetti economici non si sono fatti attendere. Nella classifica delle mille aziende considerate più innovative al mondo (Strategy & Global Innovation 1000), nel 2005 rientravano solo 8 imprese cinesi. Nel 2015 il numero è salito a 114. A dimostrazione che la Cina deve essere considerata, sempre più, uno dei poli mondiali dell’innovazione.

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Germania: passato, presente e futuro.

di Angelo Zizzari

La forza che fa oggi della Germania un punto di riferimento della politica europea ha origini antiche, ha origini in quel capitalismo renano che si distingue decisamente da quello anglosassone e specialmente americano (…). Una tradizione capitalistica che valorizza il risparmio e che non abbandona, anzi privilegia, la produzione rispetto alla speculazione” - Claudio Magris.





14 aprile 2017 - Oggi, quando pensiamo all'economia tedesca la prima cosa che ci viene in mente sono i grandi marchi dell'industria automobilistica (BMW, Mercedes, Audi, Volkswagen), dell'elettronica e dell'informatica (Siemens, Bosch, SAP), del settore farmaceutico (Bayer, Pfizer), delle banche (Deutsche Bank, Sparkasse) e della grande distribuzione organizzata (Metro, Lidl, Rewe).

Il punto di forza che caratterizza il Made in Germany è la riconosciuta caratteristica di qualità, efficienza ed affidabilità dei suoi prodotti.

Attualmente la maggior parte delle imprese produttive in Germania sta effettuando investimenti sulle interconnessioni fra le diverse parti del ciclo produttivo: una macchina che dialoga ed interagisce con un'altra macchina; le fasi produttive che si collegano e si integrano come fossero un unico organismo tecno-industriale, coeso e strutturato; i processi aziendali che comunicano con altri processi aziendali di altre imprese; gli operai ormai trasformati in tecnici che utilizzano dei tablet per il controllo dei cicli produttivi; gli impiegati e i dirigenti delle fabbriche che gestiscono nuovi modelli organizzativi via via che questi gradualmente si formano e si consolidano.

Tutto questo è chiamato Industry 4.0, e rappresenta l'evoluzione più recente dell'automazione industriale in cui il sistema tedesco è impegnato a rivoluzionare nove diverse tecnologie: la cybersecurity, i big data, il cloud computing, la realtà aumentata, la robotica, la prototipazione in 3D, la radio frequency identification, la connessione degli impianti e l'additive manufacturing (la cosìddetta stampa in 3D).

Nella prima fase sono stati i grandi gruppi industriali a lavorare in questo progetto con impianti pilota, successivamente si sono aggiunte anche le medie imprese.

Secondo una ricerca, l'iniziativa Industry 4.0 porterà ad un aumento di produttività, una riduzione dei costi ed un aumento dei ricavi per le imprese, e determinerà il futuro del tessuto produttivo tedesco.

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Il Brevetto Europeo Unitario: che cos'è e a che punto siamo ?

di Angelo Zizzari




22 marzo 2017 - Un paio d'anni fa era stata diffusa la notizia su tutti i giornali del rifiuto da parte dell'Italia e della Spagna dell'utilizzo delle lingue straniere per il testo dei brevetti europei confermati sul proprio territorio, al contrario degli altri Stati che stavano sottoscrivendo un accordo in tal senso.

Si era creata una gran confusione, in cui il messaggio trasmesso all'opinione pubblica dava la sensazione di nuovi confronti con le istituzioni dell'Unione Europea e del riemergere di nuovi nazionalismi che rivendicavano il diritto degli Stati di usare la propria lingua nazionale.

Niente di tutto questo.

Il Brevetto Europeo esiste già dal 1973, e...(segue)

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Inventare Teoremi di Matematica

di Angelo Zizzari




21 gennaio 2017 - In realtà i teoremi di matematica non si inventano ma si scoprono, essi hanno una loro esistenza, eterna ed indipendente da chi li individua e li scopre.
Loro stanno lì da sempre, in attesa di essere scoperti, in qualche punto dello spazio-tempo, da menti umane o non-umane, naturali o artificiali, terrestri o extraterrestri.

Infatti, la matematica e le leggi della fisica appartengono ad un territorio astratto che trascende tutto il nostro Universo, o Multi-verso, anzi è stata proprio la loro esistenza che ha permesso ad una singolarità primordiale di manifestarsi, di espandersi ed evolversi, fino a generare l'intero Universo come lo conosciamo oggi.

Quindi scoprire dei Teoremi di Matematica significa esplorare un territorio astratto, utilizzando degli strumenti concettuali alla portata delle nostre menti. Significa riuscire a descrivere la morfologia generale di questo territorio, i suoi elementi costitutivi (gli enti matematici astratti), le connessioni di questi elementi ed i percorsi che permettono di muoversi da un luogo all'altro dello stesso territorio.

Scoprire un nuovo Teorema è spesso descritto come raggiungere la cima di una montagna. Una volta raggiunta la cima, si ha una vista ed una percezione più ampia di tutto quello che sta intorno. Una volta in cima, dai principi generali è possibile scendere facilmente a valle, utilizzando il metodo deduttivo per determinare tutto quello che è ad essi connesso...(segue)

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L'Olanda e l'Innovazione tecnologica.

di Angelo Zizzari


Dio ha creato tutto il mondo, ma non l'Olanda. Questo Paese è stato creato direttamente dagli olandesi” - proverbio locale.





La Storia dell'Olanda è fortemente intrecciata alla Storia dell'Innovazione tecnologica.

Pensiamo ad esempio al fatto che gran parte del territorio dei cosiddetti Paesi Bassi è stato sottratto alle acque del mare attraverso delle grandi opere di ingegneria: mille chilometri di dighe artificiali; che il sistema dei trasporti nelle grandi città è già da tempo eco-sostenibile, con un uso diffuso delle biciclette, dei tram e della navigazione nei canali; che la fonte primaria di energia è stata storicamente l'energia eolica, catturata dai mulini a vento, per ogni tipo di utilizzo: per prosciugare i terreni acquitrinosi, per pompare acqua al di là delle dighe, per far funzionare macchine di ogni genere, da quelle per la produzione alimentare e casearia, agli impianti delle falegnamerie, ai mezzi meccanici per la lavorazione di ogni tipo di prodotti e materiali.

Un Paese tradizionalmente multiculturale e tollerante, in cui, come scriveva Spinoza nel '600 “vivono in piena concordia uomini di ogni nazionalità e di ogni confessione religiosa”.

Proprio il '600 fu il Secolo d'Oro dell'Olanda, in cui ci fu una rapida crescita in ogni campo produttivo, da quello dell'economia a quello dell'arte e della cultura in genere...(segue)

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Arriva lo 'spazzolino robot': denti puliti in 10 secondi.

dal sito AdnKronos




Vincitore di un premio di 75.000 Euro allo Start-up Contest del Maker Faire Roma 2016.




15 ottobre 2016 - Un'idea nata sotto i rulli dell'autolavaggio. Da una domanda: "L'uomo è andato sulla Luna, e ancora non è stato inventato un dispositivo che lavi i denti in autonomia, indipendentemente dalla tecnica corretta e dalla manualità di chi guida lo spazzolino?". Parte da qui l'avventura di due giovani startupper italiani. Aldo Dominici, 33 anni, e Niccolò Cerizza, 31, hanno investito anni, cullato l'idea. E ci sono voluti più di una decina di prototipi realizzati con la stampa in 3D, e il banco di prova di uno studio scientifico, per portarla avanti, affinarla, e finalmente brevettarla. Oggi presentano il risultato: uno spazzolino 'robot' made in Milano, con un'anima green (packaging 100% biodegradabile e tra gli optional la ricarica a energia solare).



"Fa tutto da solo e in 10 secondi assicura una pulizia dentale in profondità", garantiscono i due inventori. "Ci è venuto in mente - racconta Dominici - di copiare l'autolavaggio delle macchine, applicando lo stesso meccanismo (3 spazzole rotanti, ndr) ai denti". La creatività è valsa ai due startupper diversi riconoscimenti. Dominici, direttore generale di 'GlareSmile' (che è anche il nome dello strumento automatico di igiene orale), e Cerizza, direttore amministrativo, si sono aggiudicati dalla Start Cup del Politecnico di Milano al premio incubazione 'Gaetano Marzotto', fino al bando Start Up & Re-Start della Regione Lombardia.

"La produzione avverrà in Italia in un capannone di Milano - continua Dominici - anche se alcuni pezzi sono importati da varie zone del mondo. Il grosso dei costi è per gli stampi in acciaio con cui dar vita alla struttura di plastica dello spazzolino hi-tech. Gli altri pezzi, dal display alla batteria al litio come quella dei cellulari, sono semplici da reperire". L'hardware e il software sono stati sviluppati con un team di ingegneri.

La strada dal 'garage' di casa al debutto sul mercato è stata "lunga e faticosa", i due startupper l'hanno affrontata un passo alla volta con un occhio ai costi, e andranno avanti sulla base dei riscontri che arriveranno: "Vogliamo dimostrare che due italiani giovani, se si 'sbattono' e si inventano una soluzione valida, ce la possono fare", sottolinea Dominici. "A maggior ragione perché esiste un bisogno ancora senza risposta".

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato sia la domanda per invenzione industriale italiana che la domanda internazionale PCT, ed hanno ottenuto entrambe un parere pienamente favorevole dagli esaminatori per il rilascio dei rispettivi brevetti, in Italia e all'estero.


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TYREFAST 2016 - Dispositivo di supporto allo smontaggio e rimontaggio di gomme.




23 dicembre 2016 - L'invenzione riguarda un dispositivo meccanico di supporto allo smontaggio e rimontaggio di gomme delle ruote di veicoli, preferibilmente ruote di motoveicoli ma non limitatamente ad essi.

In particolare, il dispositivo è costituito da una serie di componenti che possono essere disassemblati e riassemblati in varie posizioni. In questo modo essi possono implementare, nel dispositivo complessivo, varie funzioni tipiche delle fasi di smontaggio di una ruota da un cerchione, quale ad esempio la fase di distacco del bordo della gomma dal profilo del cerchione, applicando una pressione in vari punti sulla parete laterale della gomma, e la fase successiva di rimozione dal cerchione, applicando una guida radiale che implementa un movimento di rotazione e separazione tra il bordo della gomma ed il profilo del cerchione stesso.

Allo stesso modo, il dispositivo permette di implementare le fasi di montaggio di una gomma su un cerchione, utilizzando la stessa guida laterale che implementa un movimento di rotazione e inserimento del bordo della gomma all'interno del profilo del cerchione stesso.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto per invenzione industriale.






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Dispositivo di blocco di posizione interno, per infissi di porte, finestre e porte-finestre.





12 settembre 2016 - L'invenzione riguarda un dispositivo di blocco di posizione interno, applicato per esempio ad infissi di finestre, che permette di mantenere la finestra bloccata in posizione completamente aperta, senza il rischio che il vento possa richiuderla o farla sbattere.

Il dispositivo mantiene la finestra bloccata in posizione aperta, e permette alle persone di agire sul meccanismo di aggancio e di sgancio in modo semplice, comodo e agevole, senza dover correre il rischio di sporgersi dalla finestra. Inoltre, il dispositivo dell'invenzione è regolabile ed adattabile, ed è contenuto tutto all'interno delle ante delle finestre, per cui esso risulta invisibile all'esterno e non ha nessun impatto estetico sulle facciate degli edifici.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda per invenzione industriale ed ha ottenuto il brevetto IT 1423945 del 22 agosto 2016.

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Dispositivo per l’isolamento sismico di edifici attraverso cuscinetti a sfere.




29 agosto 2016 - L'invenzione riguarda un dispositivo per l’isolamento sismico di edifici, e più precisamente un dispositivo che comprende dei cuscinetti a sfere che è installato alla base degli stessi edifici e ne permette un margine di oscillazione in corrispondenza di sollecitazioni esterne, dirette orizzontalmente o verticalmente rispetto al piano della superficie terrestre, come nel caso ad esempio di un evento sismico.

E' un po' come se l'edificio poggiasse su dei 'pattini' in grado di scorrere in ogni direzione rispetto al terreno, e allo stesso tempo avesse degli 'ammortizzatori' in grado di compensare eventuali sollecitazioni dirette in verticale.

Il dispositivo permette all’edificio di oscillare orizzontalmente indefinitamente, rispetto ad un punto di equilibrio iniziale, in corrispondenza di movimenti sismici del terreno sul piano terrestre, mantenendo allo stesso tempo la struttura in una posizione perfettamente verticale.
Una volta finite le sollecitazioni esterne, lo stesso dispositivo tende a seguire una dinamica di oscillazioni smorzate rispetto al punto di equilibrio iniziale e sotto l’azione gravitazionale tende a riallinearsi con lo stesso punto, riportando quindi l’intero edificio nella sua posizione iniziale.

Pur conferendo dei gradi di libertà di traslazione all’intera struttura dell’edificio, il dispositivo la mantiene definitivamente ancorata al terreno, in modo tale da prevenire che essa possa “sganciarsi” dalle sue fondamenta in conseguenza di altri tipi di catastrofi naturali.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto per invenzione industriale alla quale è stato assegnato il numero RM2010A000369.

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OCTO TELEMATICS: la storia di un'azienda che ha inventato la 'scatola nera' per le automobili.

dal giornale La Repubblica




11 luglio 2016 - È cominciato tutto con una polizza da pagare. Ora è uno di quelli che chiamano ‘miracoli italiani’. Storie favolose sospese tra genio e destino, caparbietà e fortuna, che forse possono scriversi solo da queste parti.

“Mia moglie lavorava all’estero, la sua macchina era chiusa in garage da due anni. A impolverarsi. Però ogni sei mesi c’era da saldare il premio dell’assicurazione. Ho detto: basta, buttare via i soldi”. Fabio Sbianchi, 53 anni, è l’ad di Octo Telematics, giovane azienda romana – oggi però la sede marketing e sales è a Londra che l’anno passato ha fatturato 166 milioni di euro con 230 dipendenti, e nell’ultimo mese ha chiuso altri 200.000 contratti. Un gioiello ipertecnologico, leader mondiale della assicurazione telematica, 3 milioni e mezzo di clienti in 26 paesi: dalla Cina alle Hawaii, Brasile e Inghilterra, Usa, Spagna, India, un mercato in febbrile espansione.

E’ cominciato tutto solo 16 anni fa. Con quella polizza e una piccola, rivoluzionaria idea: la ‘scatola nera’ per automobili e moto, un apparecchio grande nemmeno come un pacchetto di sigarette – ma da settembre sarà una chiavetta Usb – che ha permesso di riscrivere il rapporto tra assicurati e compagnie, consentendo ai primi sostanziosi risparmi e ai secondi di non dover più fare i conti con i troppi ‘furbetti’ che condizionavano prezzi e servizi. E pensare che per 3 anni nessuno gli voleva dare retta.

Si parte dal 1999, dalla rata semestrale da saldare. “Quel giorno parlo con un amico ingegnere, Giuseppe Zuco : inventiamoci qualcosa che permetta di pagare solo il giusto, gli dico.

Ecco: l’idea di base era un ‘contatore assicurativo’, un’assicurazione pay- per-use. Fabio Sbianchi (che aveva iniziato come project manager all’assessorato all’anagrafe di Roma) lavorava a Viasat, antifurti satellitari. Se ne va. Nasce la prima ‘scatola nera’. “Ma ci sono voluti 3 anni prima di trovare un finanziatore, qualcuno che investisse 3 milioni per la startup. Non esisteva l’idea, il mercato, il prodotto, dati che ci supportassero”. Passano altri 3 anni. Ed è solo nel 2005 che si avvia una relazione importante con Unipol, ancora oggi il primo cliente mondiale di Octo (che è il provider ufficiale di 50 compagnie) con oltre 2,2 milioni di clienti telematizzati.

La scatola nera – che nel resto del mondo chiamano clear box – viene di solito inserita dietro il cruscotto: ha un emisfero che sostanzialmente contiene il profilo del cliente; nell’altro, una serie di chip permette di rilevare la posizione dell’auto, registrandone ogni tipo di movimento ed eventualmente di sinistro. Il data base consente alla compagnia assicuratrice di applicare un prezzo personalizzato all’automobilista. Il risparmio viaggia mediamente tra gli 80 e i 100 euro l’anno.

L’idea dei due amici romani è stata copiata da 150 imprese internazionali. “Nel business se vuoi crescere devi aprirti, inutile porre barriere. Anzi”. L’azienda italiana detiene il brevetto e controlla il 45% del mercato mondiale: al primo posto in Italia (2.800.000 clienti), Usa e Gran Bretagna. Il centro operativo, che è ancora nella Capitale, gestisce e processa circa 180.000 chilometri di dati al minuto.

Octo dal 2010 è entrata in Spagna, Francia, poi Inghilterra. Dal 2011 negli Usa, diventati il secondo mercato dopo quello italiano: la clear box italiana è stata adottata da 7 compagnie statunitensi (70.000 nuovi clienti nel solo mese di aprile). Uffici a Stoccarda, Parigi, Madrid, Boston, San Diego. E San Paolo, in Brasile.

“Le prospettive sono straordinarie, soprattutto nei paesi emergenti. Pensa alla Cina, dove abbiamo avviato da tempo dei contatti. Sono posti dove il concetto di assicurazione auto è diverso: in Cina, ad esempio, non è obbligatoria. E quindi c’è due volte bisogno di uno strumento chiaro come il nostro”.

Octo Telematics appartiene a due fondi di investimento, uno russo e l’altro angloamericano. Nei prossimi due o tre anni potrebbe essere quotata al Nasdaq, la borsa elettronica Usa. “Dicono che il fondatore dovrebbe restare sempre padrone dell’azienda. Ma quel tipo di egoismo non ha fatto mai per me, fin dall’inizio: meglio avere poco di un’azienda e realizzare l’idea, piuttosto che nulla e tenersi il 100%”. Un’idea nata da una polizza da pagare.

“Noi italiani spesso ci sottovalutiamo, ma di storie così ne possiamo scrivere tante”.

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Macchine Intelligenti: res cogitans o res extensa ?

di Angelo Zizzari




18 luglio 2016 - Esistono due scuole di pensiero: quella dell'intelligenza artificiale forte e quella dell'intelligenza artificiale debole, o esperenziale. La prima ritiene che sia possibile, in un lontano futuro, implementare delle entità pensanti all'interno di dispositivi artificiali, a tutti gli effetti indistinguibili dagli esseri umani, mentre la seconda ritiene che le funzioni cognitive e comportamentali umane possano essere soltanto imitate da una macchina.

Per anni, non soltanto nei film di fantascienza, ma anche nei laboratori di ricerca si è tentato di individuare una strada verso l'intelligenza artificiale forte. Nel Giappone degli anni '80 era stato lanciato un progetto ambizioso di creare la prima “macchina pensante”, basata su un approccio logico assiomatico, in cui si partiva da principi generali per arrivare a deduzioni particolari. Per questo esistevano già da tempo dei linguaggi informatici funzionali a questo obiettivo, come ad esempio il LISP.

Nel tempo si è affermato un approccio basato sull'esperienza, o adattativo, in cui le macchine sono progettate con dei parametri interni che variano a seconda del risultato dell'interazione con il mondo esterno. E' un approccio evolutivo, o darwiniano, in cui il funzionamento della macchina viene reso conforme al raggiungimento di determinati obiettivi. Sono selezionati soltanto i parametri più adatti, che permettono di massimizzare delle funzioni obiettivo. Le reti neurali artificiali si modificano e si adattano al contesto in cui operano, in modo da rappresentare meglio la realtà. La mappa non è il territorio, ma è un'approssimazione universale del territorio.

E' così che oggi funzionano i sistemi di riconoscimento delle targhe dei veicoli, i motori di ricerca tipo Google, gli assistenti virtuali degli smartphone tipo Siri, e i sistemi di navigazione autonoma dei veicoli. Tutto quello che viene adesso indicato con la definizione di deep learning.

E' il risultato della storica contrapposizione tra Razionalismo ed Empirismo, che dagli antichi greci ad oggi propongono due diverse visioni del mondo e due modalità distinte di interazione con esso.


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Brexit: quali effetti ci saranno sui Brevetti Europei confermati nel Regno Unito ?

di Angelo Zizzari




24 giugno 2016 - L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è un evento storico che avrà conseguenze importanti, forse nemmeno immaginabili nel breve periodo.

Sul piano brevettuale occorre specificare che l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO), anche se si chiama in questo modo, non è una istituzione ufficiale dell’Unione Europea, ma è un organismo sovranazionale indipendente, in cui i singoli Stati hanno un loro rappresentante nel Consiglio di Amministrazione.
E’ come fosse una “società privata” con una propria autonomia di gestione che non è condizionata dalla politica (almeno non direttamente) e non appartiene alle istituzioni dell’Unione Europea.

La Convenzione sul Brevetto Europeo è stata sottoscritta da 38 Stati e in essa sono compresi molti Stati non appartenenti all’Unione Europea, come ad esempio Islanda, Norvegia, Svizzera, Turchia, etc.

La Convenzione sul Brevetto Europeo si limita ad accordi nel settore dei brevetti, per cui si presume che gli effetti sui brevetti nel Regno Unito non dovrebbero essere condizionati dai nuovi eventi. L’Ufficio Brevetti inglese dovrebbe continuare a riconoscere i brevetti dell’Ufficio Brevetti Europeo sul proprio territorio, così come stabilito dalla Convenzione sul Brevetto Europeo.

Tra l’altro il Regno Unito ha dei consistenti privilegi nel sistema del Brevetto Europeo, avendo imposto la propria lingua inglese come una delle lingue ufficiali nelle procedure dell’EPO, e permettendo ai brevetti europei di essere confermati nel proprio Paese senza successive traduzioni.

Quello che potrebbe succedere nella situazione attuale è che, nel Brevetto Europeo, il Regno Unito vada a far parte dei Paesi extra-UE, come Norvegia, Svizzera, Islanda, etc., per i quali comunque attualmente non c’è distinzione, e non c'è nessun problema nel riconoscimento del brevetto Europeo sul loro territorio, allo stesso modo dei propri brevetti nazionali.

E’ anche vero che, rinegoziando tutti gli accordi e trattati, il Regno Unito potrebbe decidere in un caso limite di uscire anche dalla Convenzione sul Brevetto Europeo. In quel caso occorrerà stabilire nuove regole e soltanto in quel momento sapremo come saranno gestiti i brevetti già rilasciati ed in itinere. Nel peggiore dei casi, potrebbe essere richiesto un ulteriore esame per confermare un brevetto Europeo in UK. Ma è improbabile.

Ad ogni modo, anche se il Regno Unito si staccherà dalle Istituzioni dell’Unione Europea, esso sarà sempre in un rapporto di inter-dipendenza con l’Europa, e probabilmente acquisirà uno status simile a quello attuale della Svizzera e della Norvegia.

Sempre che non sia indetto entro due anni un nuovo referendum che ribalti nuovamente la situazione.

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Ottenuto Brevetto Europeo per un nuovo kit per il prelievo di materiale biologico.





16 giugno 2016 - L'invenzione si riferisce ad un nuovo kit per il prelievo di materiale biologico e preferibilmente per il prelievo di sangue. Più dettagliatamente, l'invenzione si riferisce ad un kit comprendente componenti atte a favorire, in condizioni di sicurezza, il trasferimento del sangue da una comune siringa ad una comune provetta di raccolta. Il kit oggetto dell'invenzione prevede inoltre l'impiego sia di provette primarie, presentanti internamente un vuoto predeterminato, sia di provette meno costose presentanti internamente un'atmosfera inerte.

Lo Studio Zizzari rappresenta il cliente di fronte all'Ufficio Brevetti Europeo ed ha ottenuto parere favorevole al rilascio del brevetto Europeo EP 2922470.

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Le frontiere dell'innovazione: il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra.

di Angelo Zizzari




3 giugno 2016 - E' il posto più caldo dell'universo e allo stesso tempo uno dei posti più freddi dell'universo. Dove si trova ? In una galassia lontana lontana ? Nelle zone più remote ai confini dello spazio e del tempo ? No. E' proprio qui, sulla Terra, sul nostro pianeta, e lo abbiamo creato noi.

Si trova al confine tra Francia e Svizzera, a mezz'ora di autobus dall'aeroporto internazionale di Ginevra. E' il Large Hadron Collider, LHC, l'anello di 27 chilometri per la collisione di fasci di particelle a velocità prossime a quelle della luce.

E' in grado di utilizzare l'equazione di Einstein di equivalenza tra massa ed energia per fare il contrario di quello che si fa normalmente con i combustibili, in cui di solito si converte massa in energia. In questo caso si converte energia in massa. E per creare massa la stessa equazione ci dice che di energia ne dobbiamo utilizzare tanta, davvero tantissima.

Così acceleriamo fasci di particelle veloci, velocissimi, quasi alla velocità della luce. Per curvare questi fasci di particelle su un percorso ad anello utilizziamo dei campi magnetici elevatissimi, che possono essere creati soltanto da correnti elettriche molto intense, quelle che percorrono dei materiali superconduttori ad una temperatura prossima allo zero assoluto.

Tutto questo per creare, con una collisione frontale a 13 TeraElettronVolt, le condizioni di temperatura più estreme, di circa 5,5 Trilioni di °C, raggiunte soltanto ai primi istanti dopo la nascita dell'universo, il cosiddetto Big Bang.

Ma niente paura, anche a tali condizioni estreme, non c'è pericolo di implosioni cosmiche, creazioni di giganteschi buchi neri o catastrofi universali. Gli scienziati affermano che l'universo, con le sue leggi fisiche, il suo tessuto spazio-temporale e la sua struttura, è molto difficile da rompere e a prova di esperimenti anche estremi.

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Dispositivo a dosso stradale per la produzione di energia elettrica.




7 aprile 2016 - L'invenzione riguarda essenzialmente un dispositivo a dosso stradale per il rallentamento dei veicoli, equipaggiato con un sistema per la produzione di energia.

Il dispositivo presenta una cavità interna costituita sostanzialmente da una camera d'aria derivante dall'industria dei pneumatici, e un profilo esterno costituito dal battistrada degli stessi pneumatici.

Questo oggetto complessivo, opportunamente sagomato e costruito nella grandezza ideale di utilizzo, permette di convogliare una determinata quantità d'aria in pressione verso un condotto di un circuito ad aria compressa, che può attivare direttamente gli ingranaggi di un generatore elettrico, oppure la stessa aria compressa può essere immagazzinata in appositi serbatoi per un utilizzo successivo di generazione di energia.

Il sistema comprende una valvola alla base del dispositivo che si attiva soltanto in determinate condizioni di pressione, in modo tale che lo stesso dispositivo possa esercitare una funzione di rallentamento sui veicoli, quando questi viaggino ad una velocità superiore a quella stabilita (tipicamente 30 Km/h), mentre possa convogliare direttamente aria in pressione quando i veicoli viaggino ad una velocità inferiore a quella stabilita.

Una serie di lamelle trasversali sulla superficie superiore del dispositivo permette che l'aria nella cavità interna sia spinta omogeneamente in avanti seguendo un profilo ad onda, fino ad arrivare nel punto di diramazione in corrispondenza della valvola.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto per invenzione industriale alla quale è stato assegnato il numero UA2016A002913 del 7 aprile 2016. Durante la fase d'esame l'Ufficio Brevetti ha riconosciuto nell'invenzione tutti i requisiti di brevettabilità.

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Contenitore estraibile a cassetto per scaffalature di supermercati.





27 aprile 2016 - La presente invenzione riguarda un contenitore estraibile a cassetto, particolarmente adatto per essere installato in scaffalature di supermercati, ed utilizzabile per lo spostamento agevole ed il trasporto immediato della merce in esso contenuta ed esposta.

Il contenitore comprende mezzi che permettono il suo scorrimento su una slitta di alloggiamento della scaffalatura di un supermercato, e mezzi per l'aggancio di sponde laterali che consentono di trasformare lo stesso contenitore in una cassetta chiusa, particolarmente adatta al trasporto immediato dei prodotti in essa contenuti.



Un certo numero di contenitori simili possono essere poi installati su dei carrelli con ruote, in modo tale da poter essere spostati rapidamente ed agevolmente da una parte all'altra del supermercato e/o nei magazzini di stoccaggio e/o all'interno di celle frigorifere.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda per invenzione industriale ed ha ottenuto il brevetto IT 1422071 del 22 aprile 2016.

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Edimburgo nel periodo dell'Illuminismo scozzese: un centro mondiale di innovazione.

di Angelo Zizzari


Il numero di geni che appaiono in un dato campo in un dato periodo è una funzione non della quantità di geni disponibili ma, piuttosto, dell'attrattività di quel campo” - Eric Weiner.





Edimburgo non è soltanto una città della Scozia dal grande fascino di arte, storia, cultura, monumenti, letteratura e architettura.

Edimburgo è stata, nel periodo dell'Illuminismo Scozzese, un centro mondiale di innovazione. Da qui sono partite le idee che hanno portato alle moderne democrazie, alla Rivoluzione francese, alla Rivoluzione industriale, alle teorie dell'evoluzione darwiniana, allo sviluppo della scienza e della tecnologia.

La tecnologia attuale, come la conosciamo, deve molto al movimento culturale che si è sviluppato in Scozia nel XVIII secolo, e che ha avuto tra i suoi esponenti più illustri David Hume, filosofo, Adam Smith, economista, e James Watt, ingegnere.

Il pensiero di questi personaggi è fortemente intrecciato e correlato, ed ha contribuito a creare in Edimburgo quel clima favorevole all'innovazione, che ha attratto le menti più brillanti di quel periodo storico e ha costituito il volano della Rivoluzione industriale dell'era moderna... (segue)

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Il modello d'utilità: quando l'innovazione è semplice ma utile.






17 marzo 2016 - Una penna elettronica per riportare la propria firma direttamente sul tablet, uno stendipanni per poter inserire i panni senza l'uso di mollette, un elemento pensile che si aggancia ad una guida scorrevole sul soffitto degli appartamenti, sono tutte innovazioni per le quali è stato ottenuto un rispettivo brevetto per modello d'utilità e che riguardano innovazioni semplici ma che conferiscono una particolare comodità di utilizzo.

Il brevetto per modello d'utilità, a differenza di quello per invenzione industriale, ha una durata di dieci anni anzichè venti, ma conferisce le stesse tutele di protezione legale dell'innovazione come per il brevetto per invenzione industriale. Il costo in genere è ridotto, perchè la descrizione è più sintetica, e si arriva direttamente al brevetto senza un esame formale o una ricerca d'anteriorità. In compenso il modello d'utilità può essere esteso all'estero convertendolo in invenzione industriale di fronte all'Ufficio Brevetti Europeo, oppure come modello di design di fronte all'Ufficio per l'Armonizzazione dei Mercati Interni (UAMI).

Lo Studio Zizzari ha seguito la procedura di richiesta ed ottenimento dei suddetti brevetti per modello d'utilità n. IT 0276654, IT 280480 e IT 280890.

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La creatività nella pittura ad acquerello: interpretazione e rappresentazione.

di Angelo Zizzari




La pittura ad acquerello è una forma di espressione unica nel suo genere.

Se il fine ultimo delle arti visive è quello di rappresentare la realtà, così come essa ci appare, allora l'acquerello permette di raggiungere livelli elevatissimi di realismo e di identificazione del dipinto con l'ambiente fisico circostante.

L'acqua è l'elemento centrale.

I colori possono essere diluiti nell'acqua. Più sono diluiti più sono diffusi sulla superficie della tela. Più sono concentrati più hanno contorni ben definiti sulla tela.

La tela a sua volta assorbe lievemente l'acqua e il colore in tempi brevi. Più il tempo passa più il colore si lega in profondità alla tela. Più il tempo passa più il colore diviene via via indelebile. L'acqua permette inoltre ai colori di mescolarsi rapidamente. Sulla tavolozza possono essere create immediatamente le sfumature di colore più varie, semplicemente mescolando i colori primari, oppure mescolando più tinte, o ancora aggiungendo quantità di nero o bianco per creare effetti chiaro-scuro.

I colori possono essere mescolati anche direttamente sulla tela, ottenendo degli effetti notevolmente realistici, come un cielo con nuvole, la superficie del mare oppure le sfumature di un viso, di una frutta, di fiori, o vegetazione. L'acqua poi può essere rimossa semplicemente utilizzando una carta assorbente, creando quindi effetti sempre più diffusi e realistici, come ad esempio nebbia, spruzzi delle onde sul mare o oggetti appena percettibili in lontananza... (segue)

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Il problem solving applicato al cubo di Rubik.

di Angelo Zizzari



Un po' tutti, chi più chi meno, siamo stati affascinati dal cubo di Rubik.

Appena uscito sul mercato, il gioco dava la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo e di magico, che sovvertiva tutto quanto sapevamo del mondo fisico.

I piccoli cubetti ad ogni rotazione sembravano compenetrarsi uno con l'altro, sparire e ricomparire sul lato opposto, con una dinamica di disgregazione e riaggregazione, mantenendo allo stesso tempo l'oggetto complessivo assemblato, malgrado le continue rotazioni che sembravano destabilizzarlo e smontarlo ad ogni passo.

L'obiettivo era quello di riportare il cubo alla configurazione iniziale ed ordinata, con tutte le facce dello stesso colore. Dall'ordine verso il caos e poi di nuovo all'ordine, usando intelligenza e ragionamento...
(segue)

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Un piccolo esercizio creativo: reverse engineering di un videogioco anni '80.

di Angelo Zizzari


Si chiama reverse engineering, ingegneria inversa. Che cos'è ?

Di solito nell'ingegneria si parte da un progetto di una soluzione tecnologica e si realizza un prodotto. Qui si fa il contrario, si ha un prodotto funzionante e si individua il progetto che ha permesso di realizzarlo.

Nel campo del software, il “prodotto” è un insieme di codici numerici contenuti all'interno di una memoria. Il “progetto” è il programma sorgente che tramite un compilatore permette di ottenere quei codici, detto anche programma eseguibile.

Prendiamo per esempio un videogioco classico anni '80 per Atari VCS 2600: Demon Attack... (segue)




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Inventori si nasce o si diventa ? Le fasi del processo creativo.




Per comprendere il processo creativo gli studiosi della creatività lo hanno scomposto in varie fasi, preparazione, incubazione, illuminazione e verifica:

- la fase di preparazione costituisce un momento preliminare durante il quale un individuo raccoglie dati, pensa in modo libero, cerca e ascolta suggerimenti, vaga con la mente;
- la fase di incubazione è quella in cui il materiale raccolto procede in un periodo di elaborazione e sedimentazione, secondo modalità di cui il creativo ha scarsa oppure nessuna consapevolezza; questa fase può durare pochi minuti, oppure mesi o anni;
- nella fase di illuminazione avviene una vera e propria esplosione creativa, dove prima vigeva confusione e oscurità ora le soluzioni e le idee appaiono e affluiscono con chiarezza; “l'illuminazione può essere un'intuizione improvvisa, o una visione chiara, o una sensazione, qualcosa tra un'impressione e una soluzione, altre volte invece è il risultato di uno sforzo prolungato”;
- la fase di verifica chiude la sequenza; essa è necessaria affinché la soluzione possa superare la valutazione critica dell'innovatore, o anche di un pubblico. (segue)

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TAM TAM, il dispositivo che permette di risparmiare il 20% di benzina.





7 febbraio 2016 - Il prezzo della benzina sale, il prezzo della benzina scende. Tutti siamo consumatori e se ci spostiamo con la nostra auto, per lavoro o per tempo libero, dobbiamo fare i conti con il prezzo della benzina. La macchina oggi è un mezzo indispensabile – se il tuo posto di lavoro è dall'altra parte della città ed i mezzi pubblici non arrivano, che fai ? Prendi la bicicletta ?

Dato che tutti noi non viviamo in una di quelle isole felici del mondo, come gli USA, dove con 20 Euro fai un pieno di benzina e percorri l'equivalente della distanza Roma-Milano, dobbiamo in qualche modo arrangiarci e far quadrare il bilancio familiare.
Il Governo non ci aiuta, tenuto conto che il prezzo del petrolio è ai minimi storici, la benzina verde in Italia viaggia ancora sugli 1,4 Euro al litro, e tutti i vantaggi e gli sconti, in altri Paesi riversati a beneficio dei cittadini, sono intercettati ed incamerati sia dallo Stato che dalle compagnie petrolifere.

In questo scenario, l'idea di ridurre i costi per il carburante del 20% e quindi pagare oggi la benzina l'equivalente di 1,12 Euro al litro è interessante. (segue)



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Ottenuti nuovi brevetti nel settore dell'industria petrolifera: tubi compositi flessibili per il trasporto di idrocarburi da/verso navi cisterna petrolifere.




Il brevetto europeo EP 2607767 riguarda essenzialmente un dispositivo che permette la tenuta idraulica nei raccordi dei tubi, e più precisamente nei raccordi per tubi flessibili, e comprende una o più scanalature radiali, ricavate sulla superficie esterna della parte che si va ad inserire nei tubi, il cosiddetto còdolo; tali scanalature costituiscono delle sedi per guarnizioni ad anello, dette O-ring.

Il brevetto italiano IT 0276668 riguarda una nuova tipologia di tubi compositi atti al trasporto di gas liquefatti, ottenuta con l'applicazione a tubi flessibili compositi, preferibilmente Compotec® Cryotec 660, di uno o più strati di materassino a base di aerogel (gel di silice), preferibilmente Cryogel® Z, in modo tale da garantire un efficace isolamento termico durante la fase di trasporto dei gas liquefatti.

Il brevetto italiano IT 0276669 riguarda un sistema in grado di combinare efficacemente la funzione di protezione di tubi e quella di supporto all’inserimento di un mezzo atto al sollevamento degli stessi. In particolare la funzione di protezione è riferita agli stress meccanici indotti durante le operazioni di sollevamento e successivo posizionamento a terra dei suddetti tubi. Nello specifico la funzione di protezione è affidata ad uno o più elementi ad anello che, applicati attorno al diametro esterno del tubo, provvedono a mantenerlo sollevato da terra evitando così il contatto diretto con il terreno.

Il brevetto italiano IT 0281052 riguarda una nuova tipologia di tubi compositi atti al trasporto di sostanze chimiche particolarmente aggressive, ottenuta mediante l'applicazione interna a tubi flessibili compositi, preferibilmente Compotec®, di un cross film laminato costituto da uno o più strati molto sottili di Politetrafluoroetilene (sigla PTFE) puro, tra loro sovrapposti e incrociati. In particolare la presente innovazione trova il suo campo di applicazione nell'industria chimica e petrolchimica, nei settori dei servizi e dei trasporti i quali si trovano quotidianamente ad affrontare differenti problematiche legate al trasporto di fluidi con proprietà altamente corrosive, e nel settore marino/navale in generale dove può essere impiegato in contesti sia Onshore che Offshore e per operazioni sia Ship to Ship che Ship to Shore di trasporto e/o travaso di fluidi e sostanze chimiche.

Lo Studio Zizzari ha seguito tutte le fasi di preparazione, deposito ed esame delle suddette domande, fino all'ottenimento dei rispettivi brevetti italiani ed europei.

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Conferenza BIOMEDevice di San Jose - California.




Certamente il settore dei dispositivi biomedicali è uno di quelli in cui l'innovazione tecnologica trova maggiore applicazione, e alla Conferenza BIOMEDevice di San Jose - California, dal 2 al 3 dicembre 2015 di innovazione ne è stata presentata molta. Oltretutto, considerata la dilagante applicazione dei dispositivi collegati ad internet, secondo le tecnologie IoT - Internet of Things, la conferenza è stata integrata con l'evento “Designers of Things” dedicato alle presentazioni dei progettisti di questi tipi di dispositivi. E ancora, con l'avvento dei nuovi prodotti elettronici, come ad esempio l'orologio di Apple/ Samsung e gli occhiali di Google, c'è un gran proliferare di prodotti indossabili, con sensori e microprocessori installati ad esempio direttamente nei vestiti o negli scarponi degli sci. (segue)

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Founder World 2015 - La più grande conferenza di start-up di San Francisco.



27-28 ottobre 2015 - Lo Studio Zizzari ha partecipato al Founder World 2015 di San Francisco, che ha riunito gli imprenditori di nuove imprese da tutto il mondo per indicare come navigare al meglio nei viaggi delle loro start-up. Migliaia di nuovi imprenditori, leader del settore, sviluppatori, investitori ed aspiranti imprenditori si sono incontrati con esperti del mondo dell'industria, appartenenti a reti di potenziali partner, per presentare le nuove imprese che definiranno il prossimo futuro.





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Ottenuto brevetto in Europa, negli Stati Uniti e in Sud Africa
per dispositivo di generazione di energia dalle onde del mare.



        

5 ottobre 2015 - L'invenzione riguarda un dispositivo di conversione dell’energia meccanica delle onde del mare in energia elettrica, che comprende un galleggiante che segue il livello delle onde del mare, e che trasmette il suo spostamento a delle aste rigide ancorate al fondale marino.



Il moto oscillante delle aste rigide, rispetto ad un perno di riferimento, è utilizzato per mettere in moto gli ingranaggi di un generatore di energia elettrica, oppure per spingere in pressione un fluido all’interno di un circuito idraulico, in grado a sua volta di mettere in moto gli ingranaggi di un generatore di energia elettrica posizionato a distanza, per esempio sulla terraferma.

Lo Studio Zizzari ha seguito la procedura di richiesta ed ottenimento del brevetto in Europa, negli Stati Uniti e nella Repubblica del Sud Africa.

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Struttura meccanica di supporto a motori e componenti di un aeromobile a pilotaggio remoto.


23 maggio 2015 - L'invenzione riguarda un riguarda una struttura meccanica di supporto ai motori e ai componenti dei cosiddetti aeromobili a pilotaggio remoto (APR), comunemente detti anche droni. Più esattamente l'innovazione riguarda una struttura di supporto ad un multirotore radiocomandato.





Tale veicolo comprende una serie di motori ad elica, che forniscono una spinta propulsiva, e permettono allo stesso di alzarsi verticalmente in volo e di muoversi in ogni direzione. Il veicolo è controllato in remoto da un operatore che, tramite un radiocomando, lo guida nelle direzioni e lungo le traiettorie volute.

I componenti di funzionamento, ovvero i componenti elettronici di controllo, i sensori, la batteria e i mezzi di radiotrasmissione da/verso un sistema di comando remoto, sono contenuti al centro della struttura, in modo tale che il centro di massa sia proprio nel centro geometrico della stessa struttura, e l'aeromobile (o multirotore radiocomandato) presenti una dinamica di volo più stabile e più facilmente controllabile.



Un'ulteriore caratteristica è che la struttura meccanica costituisce un elemento di base, o modulo, di una struttura modulare più complessa. La struttura più grande può essere composta quindi da una o più strutture più piccole disposte secondo una configurazione geometrica complanare, con i motori in posizione radiale, oppure disposte una sull'altra, con i motori in posizione coassiale, in modo tale da realizzare veicoli più complessi, quali ad esempio un quadricottero, un esacottero, un ottacottero, etc.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana ed internazionale.

L'innovazione ha ottenuto il brevetto per modello d'utilità n. IT 281986 in data 1 agosto 2016.

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Dispositivo di allenamento allo swing per giocatori del gioco del golf.


13 maggio 2015 - L'invenzione riguarda un dispositivo particolarmente adatto per l'allenamento dei giocatori del gioco del golf, e più in particolare per l'allenamento allo swing, che è il movimento che si esegue per colpire e far partire la pallina verso l'obiettivo, facendola alzare dal suolo.



Affinché un giocatore possa eseguire uno swing efficace, è strettamente necessario che egli esegua i movimenti corretti in ogni fase, in particolare è fondamentale che nelle fasi iniziali la posizione della testa sia mantenuta ferma e che il busto possa ruotare in modo appropriato rispetto ad essa.

La presente invenzione propone un dispositivo per l'allenamento dei giocatori allo swing, fornendo un punto di appoggio fisso per la testa, ed un supporto per la pallina, in modo tale che il giocatore possa abituarsi ad eseguire il movimento ruotando il busto e mantenendo la testa ferma fino al momento del contatto con la pallina.

Il sistema è in grado di rilevare la dinamica del movimento del bastone e, al momento del contatto con la pallina, la posizione esatta dell'estremità del bastone, della testa del giocatore, dei piedi del giocatore e la distribuzione del peso del giocatore, in modo tale da determinare se lo swing sia stato eseguito in modo corretto o meno.

Il dispositivo dell'invenzione può essere integrato in sistemi più complessi di simulazione del gioco del golf, che utilizzino grafica al computer proiettata su maxi-schermi per ricostruire dei campi da golf virtuali, e il dispositivo fornisce i dati rilevati nello swing per determinare impulso, direzione, velocità ed effetto della pallina.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto internazionale che ha già ottenuto un parere pienamente favorevole in merito a tutti i requisiti di brevettabilità.

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BLOG UFFICIO BREVETTI:





THE CREATIVE HABIT

Learn it and use it for life


di Twyla Tharp





THE INNOVATOR'S DNA

Mastering the five skills of disruptive innovators.

di Jeff Dyer et al.





Originals: How Non-Conformists Move the World.

di Adam Grant





La Geografia del Genio

di Eric Weiner





Università di Berkeley, crocevia di innovazione.

di Angelo Zizzari



Il mondo delle start-up della Silicon Valley

di Angelo Zizzari





Intervista a Helen Greiner

fondatrice della iRobots

Intervista a Gene Frantz

della Texas Instruments

Intervista a Marcello Antonelli

My Mantra Srl - Roma

 



lettera di incarico

BLOG UFFICIO BREVETTI:


Domande frequenti sui brevetti (1)

Domande frequenti sui brevetti (2)

Per sottoporre un nuovo quesito:


 



European Inventor Award 2015.
from the European Patent Office
(in english)

 





Jonathon Keats: quando il genio dell'innovazione è non convenzionale.

di Angelo Zizzari

 





La brevettabilità dei sistemi informatici

di Angelo Zizzari



 

 

 

alcuni brevetti depositati tramite lo Studio Zizzari:

 

Scheda Brevetto N.32

Scheda Brevetto N.42

Scheda Brevetto N.43

Scheda Brevetto N.44

Scheda Brevetto N.46

Scheda Brevetto N.47

Scheda Brevetto N.51

Scheda Brevetto N.52

Scheda Brevetto N.53

Scheda Brevetto N.54

Scheda Brevetto N.55

Scheda Brevetto N.56

Scheda Brevetto N.57

Scheda Brevetto N.58

Scheda Brevetto N.60

Scheda Brevetto N.61

Scheda Brevetto N.62

Scheda Brevetto N.63

Scheda Brevetto N.64

Scheda Brevetto N.66

Scheda Brevetto N.70

Scheda Brevetto N.72

Scheda Brevetto N.84

Scheda Brevetto N.67

Scheda Brevetto N.74

Scheda Brevetto N.75

Scheda Brevetto N.88

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Ufficio Brevetti Europeo



(domande Brevetto Europeo)

EPO: coordinate bancarie










World Intellectual Property Organization


(domande internazionali PCT)

WIPO: coordinate bancarie














 

 



Villa Olgiata

 

 

 

 

 

 

 
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